Calabria

L’operatività dei musei in Calabria è a rischio: scaduto il contratto a 300 lavoratori

Il gruppo del Pd alla Regione Calabria ha presentato una mozione in Consiglio per garantire la piena attività di parchi e musei calabresi, dopo la scadenza del contratto a 300 lavoratori nella regione il cui rinnovo è a rischio.

«Garantire la piena attività dei parchi e dei musei calabresi – afferma il capogruppo Ernesto Alecci – e la tutela di centinaia di posti di lavoro per chi si occupa della valorizzazione dei nostri beni culturali. E’ questo l’obiettivo della mozione che chiede alla giunta di rappresentare con urgenza al ministro della Cultura e al governo la situazione di grave sofferenza degli organici nei musei e parchi archeologici calabresi, richiedendo la proroga dei contratti a tempo determinato del personale in servizio».

Alecci: “Un mancato rinnovo avrebbe ripecurssioni gravissime sulla valorizzazione del nostro patrimonio culturale”

«Occorrono – prosegue il capogruppo dem – misure concrete e immediate, così come richiesto anche dalla Direzione regionale Musei nazionali Calabria che ha evidenziato come il mancato rinnovo del contratto di oltre 90 addetti a tempo determinato con contratto in scadenza al 28 febbraio 2026, abbia già determinato una ‘significativa contrazione della capacità operativà degli istituti, con immediata riduzione delle giornate e degli orari di apertura al pubblico, sospensione o rinvio di attività culturali e rallentamento di procedure amministrative e interventi Pnrr». «Ma c’è di più! I lavoratori a rischio, nelle medesime condizioni – afferma Alecci – sono circa 300. Il loro mancato rinnovo avrebbe ripercussioni gravissime sull’intero settore della cura e della valorizzazione del patrimonio culturale calabrese, con ricadute pesantissime sul turismo e sull’immagine della Calabria, nonché sull’economia dei territori che ospitano musei e parchi archeologici. Per questi lavoratori occorre predisporre e avviare subito un percorso di stabilizzazione analogo a quello previsto per il personale del ministero della Giustizia, anche tramite procedure concorsuali riservate ai lavoratori ex art. 50-ter D.L. 73/2021».


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