L’omicidio-suicidio di Mileto, cinque i colpi contro la donna
Si svolgeranno con ogni probabilità domani i funerali di Maria Assunta Currà, 55 anni, vittima dell’ennesimo femminicidio, e di Pasquale Calzone (63), ragioniere commercialista, che ha ammazzato la moglie a colpi di pistola uccidendosi poi a suo volta con la stessa arma detenuta legalmente. Le esequie dovrebbero essere celebrate – secondo quanto si è potuto apprendere – separatamente, come sarebbe stato richiesto dal figlio.
Intanto, è stato accertato che Calzone ha esploso contro la donna cinque colpi, rivolgendo poi l’arma contro di sé ed esplodendosi un colpo alla tempia. Si ipotizza che l’omicidio-suicidio si sia consumato al temine di una accesa discussione legata alla separazione. I due sarebbero stati trovati privi di vita l’uno accanto all’altro. Ulteriori particolari si conosceranno quando saranno resi noti i risultati dell’autopsia effettuata ieri sui due corpi.
La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di venerdì scorso in via Giuseppe Di Vittorio. A trovare i due corpi ormai privi di vita e in una pozza di sangue nel salotto di casa, accanto ad uno scatolone che la donna aveva appena finito di riempire, era stato nella stessa serata, dopo una serie di telefonate andate a vuoto, il fratello dell’uomo, Franco, docente in pensione del locale Istituto tecnico e economico e titolare dello studio commerciale, sito accanto all’abitazione in cui si è consumato il fatto di sangue.
Secondo quanto è stato accertato la donna aveva raggiunto senza alcun timore, previo appuntamento, quella che fino a qualche mese prima era stata la sua casa, a bordo di una Fiat 500 presa a noleggio. Ad attenderla, intorno alle 13.30, c’era Pasquale Calzone. Giusto il tempo di prelevare alcuni oggetti e poi ripartire. Qualcuno li avrebbe anche visti qualche minuto prima sereni e tranquilli. Nei primi istanti insieme a loro c’era anche il fratello di Calzone, Franco, che poi si è allontanato. Tutto, insomma, sembrava normale. Nessun segnale di tensione.
Ma nel giro di poco lo scenario è cambiato. Intorno alle 14.30 una vicina pare abbia sentito delle urla e poi gli spari, complessivamente cinque o sei colpi, quindi il silenzio. La scoperta da parte del fratello, che aveva le chiavi dell’abitazione, è avvenuta solo alcune ore dopo. E oggi Franco – che vive insieme alla mamma di 99 anni che non è stata informata di quanto è successo – non riesce a darsi pace. Continua a chiedere perdono per il terribile gesto di cui si è macchiato il fratello e agli amici che vanno a trovarlo per le condoglianze ripete, sconvolto dal dolore, che mai e poi mai avrebbe potuto immaginare un epilogo del genere e che lui non ha perso solo un fratello, ma – riferendosi a Maria Assunta – anche una sorella che «frequentava – racconta – in un clima di grande familiarità la nostra casa fin da ragazza». Ed è qui, in questo clima sereno, che era nato l’amore tra Assunta e Pasquale, culminato nel matrimonio e nella nascita gioiosa dell’unico figlio, oggi ingegnere, che vive a Torino. Giorni felici annientati in un istante da un uomo, incapace, probabilmente, di accettare la fine di un rapporto durato oltre 35 anni.
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