L’ombra del racket torna su Vibo. In 24 ore due “messaggi” di fuoco
Dopo un periodo di quiete, o almeno apparente quiete, la criminalità prova a rialzare la testa e lo fa usando il consueto linguaggio della violenza e delle minacce che nella notte si sono fatte sentire con il fuoco. Nella notte di ieri, infatti, un incendio si è consumato nei pressi della scuola Buccarelli del quartiere Affaccio: le fiamme hanno investito il cantiere della nuova mensa scolastica, cagionando danni a strutture e attrezzature (e non si è fatta attendere la solidarietà del sindaco Romeo e la condanna del «vile atto intimidatorio»).
Un gesto grave davanti al quale risponde la Procura che indaga, ed è già pronta una controffensiva da parte di Polizia e Carabinieri. La Squadra Mobile ha già, infatti, avviato le indagini, ad ampio raggio. Al pari dei Carabinieri della Stazione di Vibo, considerato che il giorno prima, a pochi metri di distanza dalla scuola – nel quartiere Affaccio –, un operatore commerciale ha rinvenuto una bottiglia di liquido infiammabile e della diavolina davanti alla propria attività: giovedì aprendo la macelleria si è accorto del materiale, che i militari dell’aliquota Radiomobile, tempestivamente intervenuti, hanno sequestrato, acquisendo altresì le immagini di videosorveglianza, private e pubbliche, presenti in zona. Per gli inquirenti non è un dato irrilevante che i due atti si siano consumati nello stesso quartiere o che vi possa essere un filo conduttore.
La pista più accreditata resta quella del racket
Si indaga a tutto campo, partendo dai vari gruppi criminali che, cercando di rialzare la testa, possano cercare di foraggiarsi attraverso estorsioni. In ogni caso gli inquirenti non escludono nulla, ma la pista più accreditata resta quella del racket. Lungo quel filo “camminano” infatti anche altri episodi che si sono consumati nelle scorse settimane, con anche altre attività commerciali tra capoluogo e frazioni, che avrebbero ricevuto analoghi “messaggi”, con bottiglie di benzina, diavolina e un proiettile.
L’anno scorso vi era stato un timido tentativo, con minacce firmate con le cartucce: 4 all’ingresso del bar Giurgola e 3 presso la Latteria del sole. Non sono mancati nemmeno attacchi alle istituzioni: ad iniziare dal presidente del Consiglio di Vibo, Antonio Iannello, contro la cui auto hanno scaricato 5 colpi di pistola (si procede per tentato omicidio). A giugno un rogo distrusse 3 ettari delle terre di famiglia dell’assessore Marco Talarico e qualche giorno dopo, in fiamme anche l’auto della dirigente dell’area finanziaria Claudia Santoro. In questo caso gli autori furono individuati, e deferiti all’A.g. per incendio doloso e atto intimidatorio, e ieri il questore Rodolfo Ruperti, nei loro confronti ha emesso anche Avvisi orali. Ancora violenza ad agosto, quando un commerciante, marito della consigliera Pugliese, finì in ospedale perché aggredito da due persone armate di manganelli. E, se a dicembre una lettera minatoria raggiunse il sindaco di Jonadi Signoretta, una ventina di giorni fa a Spadola, il rogo ha distrutto un autocarro di un imprenditore edile di Serra.
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