Economia

L’olio “si legge”: in Turchia nasce la prima biblioteca dell’extravergine al mondo


Sulle colline di Orhanlı, piccolo villaggio della provincia di İzmir affacciato sul Mar Egeo, è nata una biblioteca interamente dedicata all’olio d’oliva extravergine. Si chiama Yücel Sönmez Olive Oil Library e gli scaffali, invece di libri, ospitano novanta oli provenienti da Anatolia, Europa, Asia, Africa e Americhe. Una collezione che è al tempo stesso atlante geografico, archivio sensoriale e dichiarazione di metodo.

Il progetto ha sede al Sevilma Garden, definita la prima “Slow Food Farm” della Turchia, dove gli ulivi vengono coltivati da oltre 250 anni. Uno spazio espositivo ma anche una piattaforma di lavoro pensata per chef, buyer, importatori, panel leader, ricercatori e comunicatori che vogliono studiare, confrontare e selezionare oli in modo sistematico, con schede tecniche che descrivono condizioni pedoclimatiche, metodi di produzione e contesto culturale di ciascun produttore.

La biblioteca è dedicata a Yücel Sönmez, storico travel editor di Hürriyet Seyahat, scomparso nel 2025, che aveva fatto del racconto dei luoghi e delle culture una missione. Infatti qui l’olio, viene trattato come un racconto. Ogni degustazione è concepita come una “lettura sensoriale”, in cui naso e palato diventano strumenti interpretativi per capire clima, suolo, scelte agronomiche. Non ci sono classifiche né punteggi: la diversità è il valore principale da esplorare.

Il progetto arriva in un momento in cui il turismo esperienziale legato alle filiere agroalimentari, il cosiddetto olioturismo, sta trovando un riconoscimento sempre più strutturato anche sul piano istituzionale. L’Italia, con la sua legge sull’oleoturismo del 2019, è stata tra i pionieri. Orhanlı propone ora un modello complementare e replicabile: un luogo fisico in cui la cultura dell’olio si fa contenuto visitabile, educativo, aperto al pubblico su prenotazione, integrato in percorsi che includono gli oliveti e laboratori formativi.


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