L’occupazione ideologica degli spazi vale solo per il ‘No’?

All’indomani dell’evento per il “No” che si è tenuto nella ‘ex biblioteca dei ragazzi’ di Città Sant’Angelo arriva la replica alle pesanti accuse del gruppo “Siamo Città Sant’Angelo” (a sostegno del Sì) per l’uso di quella location parlando, in sostanza, di un uso propagandistico di quello spazio.
A rispondere sono i consiglieri di minoranza del gruppo Città Sant’Angelo Visione comune. Nessun uso improprio dello spazio pubblico dato che, replicano, l’immobile sarebbe stato regolarmente concesso per attività sociali e culturali e neanche una “occupazione ideologica” dato che l’incontro sul referendum è di natura pubblica e informativa. Inoltre, sottolineano i consiglieri Ugo Di Silvestre, Alice Fabbiani, Paolo Pratense, Franco Galli e Catia Ciavattella, quello spazio aveva già ospitato analoghe iniziative sulle ragioni del Sì e l’uso che se n’è fatto in questa occasione, non si può tacciare di nessuna irregolarità, affermano ancora: tutto è stato fatto nel rispetto delle regole vigenti e senza rilievi da parte degli uffici competenti.
Una risposta chiara, accompagnata una domanda che a porsi sono proprio i consiglieri di minoranza, e cioè se, a questo punto, per il gruppo “Siamo” Sì l’accusa di “propaganda ideologica” valga solo per chi sostiene il “No” al referendum visti, appunto, i precedenti eventi per chi la riforma Nordio la sostiene, che in quello spazio, ribadiscono, si sono svolti.
“Il circolo culturale ricreativo ‘65013’ – ribadiscono quindi i consiglieri del gruppo Città Sant’Angelo Visione Comune – dispone da tempo dello spazio in cui si è svolto l’incontro, avendolo ricevuto in uso gratuito dall’attuale amministrazione comunale. Nella delibera dell’ente lo spazio è espressamente denominato ‘ex biblioteca dei ragazzi’ ed è destinato a essere utilizzato come punto di ritrovo sociale e ricreativo, nonché per l’organizzazione di attività ed eventi di carattere culturale”. “Nel tempo, lo stesso spazio è stato oggetto di modifiche nella sua destinazione, fino alla recente riattivazione parziale come biblioteca per alcuni giorni a settimana, anche su impulso nostro e di docenti del territorio, a conferma di una gestione articolata che più volte abbiamo sollecitato a rendere più chiara e funzionale”.
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“L’incontro pubblico promosso dal comitato per il No al referendum del 22 e 23 marzo si è svolto al termine delle attività, senza arrecare alcun impedimento alle stesse”, precisano i consiglieri comunali. “Non si è trattato, quindi – ribadiscono -, di alcuna ‘occupazione ideologica’, ma di un momento di confronto e approfondimento civico pienamente coerente con le finalità previste per quello spazio. Un incontro pubblico su un referendum rappresenta, a tutti gli effetti, un’attività di interesse culturale e democratico, volta a informare i cittadini, favorire una partecipazione consapevole e dare spazio al confronto”.
“È inoltre importante ricordare che – sottolineano ancora una volta -, proprio nello stesso luogo, si era già tenuto un incontro sul tema referendario dedicato alle ragioni del Sì lo scorso 21 gennaio, come ribadito anche dal presidente del Circolo 65013. La scelta di ospitare anche un appuntamento sulle ragioni del No nasce quindi dalla volontà, condivisa dal circolo, di garantire pluralismo e pari opportunità di informazione, non certo di limitarle”. “Respingiamo, pertanto, con decisione l’accusa di utilizzo improprio e gratuito di spazi pubblici a fini propagandistici; del resto, non vi è stato alcun rilievo o diniego rispetto a questo evento da parte degli uffici competenti. L’iniziativa si è svolta nel rispetto delle prescrizioni del circolo e nell’ambito delle attività consentite dalla concessione in essere”.
“A tal proposito, il comitato per il No ha ritenuto opportuno lasciare un contributo simbolico, donando una copia della costituzione edita dal senato della Repubblica e un buono per l’acquisto di ulteriori copie, proprio per riconoscere il valore dello spazio utilizzato nel segno dei principi costituzionali”, fanno quindi sapere Di Silvestre, Fabbiani, Pratense, Galli e Ciavattella.
“Se un incontro volto ad approfondire le ragioni del No viene definito ‘propaganda ideologica’, come sostenuto da SiAmo, allora lo stesso criterio dovrebbe valere anche per analoghe iniziative dedicate al Sì, compresa quella svoltasi presso il teatro comunale, per la quale viene invece rivendicata piena legittimità. Il teatro, anch’esso spazio pubblico e della comunità, secondo questa impostazione non dovrebbe essere concesso per attività ritenute ‘ideologiche’. Delle due, l’una”, chiosa il gruppo di minoranza.
“Diversamente, ci troveremmo di fronte a una evidente e inaccettabile disparità di valutazione, per cui un’attività verrebbe considerata legittima o meno non per la sua natura, ma per il contenuto delle posizioni espresse o, addirittura, per la tariffa eventualmente corrisposta”.
“Sorprende, inoltre, che tali polemiche siano state rilanciate anche da esponenti della maggioranza, che dovrebbero garantire equilibrio istituzionale e rispetto del pluralismo e che, in diversi casi, avrebbero potuto richiamare a maggiore prudenza, evitando accuse infondate, ben conoscendo il rispetto delle regole e lo spirito dell’iniziativa, anziché contribuire ad alimentare divisioni su un tema che richiederebbe un confronto serio e informato. Appare quindi evidente come le accuse sollevate abbiano natura strumentale, più orientata allo scontro politico che all’interesse dei cittadini”.
“Il nostro impegno – concludono – resta quello di favorire informazione, partecipazione e rispetto reciproco: valori fondamentali del confronto democratico”.
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