lo studente 17enne trasferito a Cesena
ANCONA A Torrette non è disponibile il monitor per analizzare i valori della pressione intracranica: 17enne trasferito all’ospedale di Cesena. Una scelta obbligata considerando che, stando a quanto riferito dalla direzione della cittadella sanitaria di via Conca, in Rianimazione l’unico apparecchio disponibile era già utilizzato per monitorare le condizioni di un altro paziente. E, così, lo studente precipitato domenica mattina dal terzo piano del Convitto di Fermo è stato portato in ambulanza, dopo un primo passaggio all’ospedale di Torrette, al nosocomio di Cesena.
Le condizioni
Il ragazzo, originario dell’hinterland milanese, è in prognosi riservata e le sue condizioni vanno costantemente monitorate per la gravità del trauma cranico riportato con la caduta. Un volo di otto metri, su cui stanno cercando di fare chiarezza i carabinieri, intervenuti al Convitto insieme ai vigili del fuoco e ai soccorritori inviati dal 118. Non si esclude la volontarietà del gesto. Vista la criticità della situazione clinica, la centrale operativa ha disposto il trasferimento immediato dello studente all’ospedale di Torrette.
La decisione
Una volta arrivato a destinazione con l’eliambulanza, il personale sanitario ha dovuto fare i conti con la dura realtà: in Rianimazione non era disponibile l’unico monitor utilizzato per la rilevazione della Pic, la pressione intracranica. Un macchinario fondamentale per tenere sotto controllo i parametri vitali e, quindi, la pressione all’interno del cranio, tra tessuto cerebrale, liquido cerebrospinale e sangue. Di qui, la decisione di trasferire in ambulanza il 17enne all’ospedale di Cesena, per avvicinarlo anche il più possibile alla sua famiglia, residente in Lombardia. È attualmente ricoverato in Rianimazione.
Sono ore di preghiere e di speranza da parte della familiari, degli amici e di tutti i compagni del Convitto. «Il monitor non era disponibile perché utilizzato per un altro paziente» ha fatto sapere la direzione dell’ospedale di Torrette. E ancora: «Abbiamo ordinato altri due dispositivi, ma devono ancora arrivare». Speriamo in tempi celeri, considerando l’importanza dell’apparecchio per i pazienti che vengono presi in carico dall’ospedale del capoluogo dorico, premiato anche quest’anno tra le strutture pubbliche al top in Italia.




