Lo sfogo di Davide Carpino: “Vi racconto la mia vicissitudine al Concertone di Catanzaro. Grazie alla Polizia, ai giornalisti e alla Croce Rossa”
Un brindisi dolceamaro. Tra le tante richieste possibili, se davvero dovessimo chiedere qualcosa di importante al 2026, varrebbe la pena ambire a uno scatto in avanti culturale in materia di disabilità. Non un’esigenza pescata da un ampio mazzo di desiderata – magari in mezzo alla pace del mondo, alla salute e alla sicurezza economica che, per carità, sono nobili e necessarie – ma un’esigenza concreta e quotidiana.
E veniamo al brindisi dolceamaro. Quello che l’attore cosentino Davide Carpino ha gustato – si fa per dire – nella notte del Concertone di Capodanno a Catanzaro. Come da tradizione, per lui che ama qualsiasi cosa abbia a che fare con il teatro, con la musica e con l’arte, è naturale informarsi con largo anticipo delle modalità di accredito in vista dello show di fine anno. «Sono una persona con disabilità al 100%», afferma, «dunque preferisco sempre muovermi per tempo, onde evitare di incorrere in brutte sorprese. Il Comune di Catanzaro si è limitato a indicarmi dove avrei potuto parcheggiare ma non mi ha dato certezze riguardo alla mia collocazione durante lo spettacolo. Una volta arrivato sul posto, l’amara constatazione: non mi è stato concesso di far entrare il mio sgabellino e avrei dovuto assistere al Concertone in piedi – cosa che non mi è affatto possibile, perché pur essendo deambulante faccio molta fatica – per sei ore. O in alternativa stendermi e restare appoggiato alla ringhiera con la schiena. Una situazione inaccettabile». A indorare la pillola e a rendere il brindisi dell’ultimo dell’anno meno indigesto ci ha pensato un dirigente della Polizia di Stato locale nonché i giornalisti e la Croce Rossa di Catanzaro che hanno messo Carpino nelle condizioni di poter assistere allo spettacolo senza problemi. «Qualche fotografo si era offerto di prestarmi il proprio di sgabello, mentre i volontari della Croce Rossa mi hanno messo a disposizione una sedia a rotelle. Un grande grazie va al dirigente della Polizia di Stato che ha fatto in modo che io potessi usufruire della carrozzina. Alla fine, sono stati tutti molto gentile, mi hanno offerto lo spumante e il panettone allo scoccare della mezzanotte. Sia chiaro, il mio intento non è colpevolizzare nessuno, ma la mia delusione nei confronti degli organizzatori è forte. Si può essere una persona con disabilità, al cento per certo, anche senza la sedia a rotelle. Mi auguro che questo mio sfogo possa essere un monito per il futuro: in Calabria come in tutte le altre parti d’Italia. Voglio anche sottolineare l’umanità delle persone di Catanzaro che si sono subito spese, dimostrando grande empatia». E mettendo una toppa a quel buco culturale che, nel 2026, non si può permettere di tenere così in bella mostra.
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