“Lo Scialle tipico delle popolane veneziane”. Di Enzo Pedrocco
Venezia del Novecento
LO SCIALLE TIPICO DELLE POPOLANE VENEZIANE
Foto del 1928 volta, con ogni probabilità, a pubblicizzare commercialmente sul mercato l’ampio scialle veneziano, in lana nero e a lunghe frange, usato dalle popolane veneziane e denominato ” “zendado” o “zendàle”, ma anche semplicemente “sial”, traducendo l’italiano scialle in dialetto veneziano.
Scialle che le popolane veneziane usarono sino a oltre la seconda guerra mondiale e del quale, secondo gli studiosi del settore, ne parlarono Giovanni Boccaccio nel “Decameron”, Carlo Goldoni nella commedia “La vedova scaltra” e Alessandro Manzoni nei “Promessi Sposi” (Capitolo XXXII) e, infine, anche Johann Wolfgang von Goethe nel suo “Viaggio in Italia”. Personalmente, tuttavia, non saprei dire se si riferissero specificatamente allo scialle in lana nero delle popolane povere o allo scialle veneziano in generale: in quanto, ch’io sappia, oltre a esso esistettero – fin dalla prima apparizione a Venezia dello scialle alla fine del XVIII secolo – vari altri scialli tipici veneziani confezionati in seta o in pizzo e di vari colori.
Per saperne di più segnalo, pertanto, il libro di E.M. Baroni “Scialle Veneziano”- Filippi Editore Venezia.
Enzo Pedrocco
(Foto: Archivio Storico Comunale di Venezia, Fondo Giacomelli)
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