Trentino Alto Adige/Suedtirol

Lite in centro a Bolzano, il ragazzo: «Non si tratta di omofobia» – Bolzano



BOLZANO. «Ho deciso di scrivere per fare chiarezza su quanto è successo nella notte di sabato in piazza Domenicani, per scusarmi pubblicamente, anche se le scuse e i chiarimenti che più mi premevano li ho già avuti con la diretta interessata», a una settimana dall’episodio della presunta lite e aggressione omofoba, il ragazzo riporta le sue scuse per iscritto e ripercorre la propria versione dei fatti. In una lettera inviata ieri al nostro giornale il giovane sottolinea di aver riflettuto sulle proprie azioni, e di avere compreso quanto, anche se per un «fraintendimento», il suo comportamento abbia fatto soffrire un’altra persona. Anche lui, spiega, sogna una generazione libera da pregiudizi e discriminazioni e ringrazia la ragazza per avere accolto le sue parole. Di seguito riportiamo la sua lettera.

Le scuse. «Purtroppo quello che è successo è stato un susseguirsi di fraintendimenti che ha portato a una situazione conflittuale non voluta da nessuno – prosegue la lettera del ragazzo – Non si tratta di omofobia: questo ci tenevo a chiarirlo subito ed è la prima cosa che ho spiegato alla ragazza coinvolta. Tornando da una serata con amici ho visto una coppia da dietro che mi sembrava in atteggiamenti affettuosi (convinto tra l’altro che fossero un ragazzo e una ragazza) e passando vicino a loro ho fischiato. Questo ha scatenato la reazione della ragazza che si è sentita offesa e ha vissuto il mio gesto come un attacco a lei e a un orientamento sessuale, il che era davvero lontano dalle mie intenzioni!

Invece che far cadere la cosa ho reagito anche io e di questo mi pento. Non ci sono state botte, né schiaffi, né insulti omofobi, ma di sicuro è stata una brutta scena e ancora più grave, nei confronti di una ragazza. Ho già precisato con lei, il fatto che non mi sono fatto avanti solo ora perché ho visto l’articolo. Sono cinque giorni che sto male, ma solo leggendo il giornale mi sono reso conto di cosa ha vissuto lei e ho avuto l’urgenza di fare chiarezza. Quando sono arrivato al nostro incontro, pensavo di trovarmi davanti una ragazza arrabbiata, invece c’era una ragazza ferita perché convinta di aver subito una violenza di genere che non c’è stata. Spero di far parte di una generazione nella quale l’orientamento sessuale sia libero da giudizi, libero da pregiudizi, libero e basta! Spero di vivere in una città dove ognuno, nel rispetto degli altri, possa sentirsi libero di fare e vivere quello che vuole e di essere quello che è. Pensare di essere stato io la causa del dolore di un’altra persona è stata una cosa che mi ha fatto soffrire, ma anche riflettere su quelle che possono essere le mie azioni. Ho conosciuto una persona bella, pulita e aperta al dialogo, spero che in nessun modo le mie azioni possano condizionare il suo modo di aver fiducia negli altri e la sua serenità e che il nostro chiarimento abbia in primis, fatto star meglio lei – spiega il giovane, e conclude: Ringrazio questa ragazza per essere stata subito disponibile al dialogo e al chiarimento e ringrazio anche l’Alto Adige che mi ha dato la possibilità di spiegare la mia posizione, in tempi in cui le guerre, le liti e la violenza tirano molto di più che non il dialogo, il perdono e la pace».




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