L’investimento educativo che non teme crisi: perché puntare su scuola e competenze rappresenta la vera strategia anticiclica. Cosa rischia l’Europa se ignora il capitale umano delle nuove generazioni

Una solida formazione rappresenta un autentico motore di crescita economica per l’Unione europea. Le analisi presentate dalla Commissione europea nel rapporto “Investing in Education 2025” quantificano con precisione il valore aggiunto dell’istruzione: ogni anno in più di scuola comporta, in media, un aumento del reddito personale del 7% nel contesto europeo.
Tale dato emerge da una meta-analisi su 139 Paesi, illustrando come l’investimento in capitale umano non sia soltanto una leva di equità sociale, ma anche un elemento chiave della produttività e della resilienza delle economie avanzate.
Competenze di base e crescita del PIL
Gli studi economici citati nel documento confermano una correlazione diretta tra competenze scolastiche di base e crescita del PIL pro capite. Un incremento di un solo scarto standard nei risultati scolastici medi – misurati tramite test internazionali come PISA – si associa a una crescita del PIL annuo tra 1,7 e 2 punti percentuali. Al contrario, il calo delle competenze di base tra i giovani rischia di ridurre la produttività multifattoriale di lungo periodo di circa il 3% nei paesi Ocse privi di risposte politiche efficaci. Per la Commissione, l’incremento delle competenze diffuso tra i giovani fino al 2030 potrebbe determinare un aumento del PIL europeo tra l’8 e il 10% rispetto alle attuali previsioni di crescita.
L’investimento formativo come volano sociale ed economico
L’approccio europeo alla formazione vede la spesa educativa come “un investimento, non un costo”: non solo crescita individuale, ma anche risposta alle crisi economiche e agli shock di sistema. I Paesi con popolazione meglio istruita dimostrano maggiore capacità di recupero dopo crisi globali e finanziarie. Sulla base di queste evidenze, la Commissione promuove strategie per innalzare i livelli formativi, sottolineando che la crescita economica sostenibile passa attraverso l’innalzamento delle competenze di base e la diffusione universale dell’istruzione di qualità.
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