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L’intruso del Sistema Solare è una cometa oscura – Spazio & Astronomia

Accelera come una cometa, l’intruso del Sistema Solare ‘Oumuamua, scoperto nel 2017 e che da allora continua ad attirare la curiosita’ di astronomi e appassionati del cielo. I nuovi dati lo definiscono chiaramente come una cometa, per la precisione una ‘cometa oscura’, come vengono chiamate le comete senza coda che recentemente cominciano a essere avvistate. Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista Nature e coordinate da Jennifer B. Bergner, dell’Universita’ della California a Berkeley, e Darryl Z. Seligman, dell’Universita’ di Chicago.

‘Oumuamua e’ il primo oggetto interstellare mai osservato nel nostro Sistema Solare e dall’epoca della scoperta gli astronomi non lo hanno mai perso d’occhio. Considerato inizialmente un asteroide e da alcuni addirittura un’astronave aliena, presto Oumuamua e’ risultato essere piu’ simile a una cometa. Adesso, grazie ai nuovi risultati, “le osservazioni apparentemente contraddittorie di questo primo noto oggetto interstellare, si riconciliano in un modello che presenta un quadro semplice e realistico”, osserva in un commento pubblicato nello stesso numero della rivista Marco Micheli, coordinatore del Centro per la soveglianza degli asteroidi vicini alla Terra dell’Ufficio per la Difesa planetaria (Pdo Neo) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), presso il centro dell’Esa in Italia, l’Esrin di Frascati (Roma).

Il modello proposto da Bergner e Seligman permette infatti di comprendere le proprieta’ bizzarre di ‘Oumuamua, che avrebbe un’origine analoga a quella delle comete. Sarebbe cioe’ un planetesimo ghiacciato, ossia come un piccolo oggetto abbozzato nei primissimi stadi di sviluppo di un sistema planetario. “Il punto e’ che ‘Oumuamua e’ coerente con l’essere una cometa interstellare standard”, rileva Bergner. “I modelli che abbiamo elaborato – aggiunge – sono coerenti con il comportamento delle comete e degli asteroidi che vediamo nel Sistema Solare”.

Il modello spiega inoltre perche’ ‘Oumuamua non abbia la caratteristica che piu’ delle altre distingue le comete, ossia la coda: “anche se ci fosse polvere nella matrice di ghiaccio, quest’ultimo non viene sublimato ma solo riorganizzato in modo da rilasciare l’idrogeno”, dice Seligman. In pratica, ‘Oumuamua sarebbe una delle cosiddette ‘comete oscure’, prive della caratteristica coda, che sono state osservate recentemente. A partire dal 2017 il gruppo di Bergner ne ha identificate sei e c’e’ il sospetto fondato che potrebbero essere molto piu’ comuni di quanto si creda. Una di queste, chiamata 1998 KY, e’ l’obiettivo della missione giapponese Hayabusa2, che recentemente ha raccolto campioni di polveri dall’asteroide Ryugu.

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