L’Inter sempre più vicina allo scudetto

Va anche detto che quando le cose girano male, poi tutto va peggio perché il Como, che ha pure colpito un palo con Paz e una traversa nel finale con Ramon, avrebbe meritato il pareggio. In un finale pirotecnico, grazie a un rigore realizzato da Lucas da Cunha all’89’, la squadra di Fabregas, ha cercato disperatamente il pareggio senza però far breccia nella porta di Sommer, non brillantissimo, ma comunque sul pezzo. Tra i migliori dell’Inter anche Barella, autore dei due assist per i gol di Thuram. Forse proprio Barella è il simbolo di un’Inter che dopo essersi persa per strada ha ritrovato la via dello scudetto.
L’Inter inoltre continua a essere la bestia nera di Fabregas: cinque ko in cinque partite, con 13 gol subìti. Ora il Como vede la Juve scappare al quarto posto con due punti di vantaggio. E dietro la Roma che, vincendo con il Pisa, ora lo bracca a una sola lunghezza. Con il Milan, terzo, in caduta libera.
Parma-Napoli 1-1. Che strana questa ricorsa all’Inter! Al posto che accelerare gli inseguitori rallentano. Si prendono delle pause. E se il Milan tracolla, il Napoli rischia parecchio al Tardini impattando una partita che stava addirittura perdendo dopo aver offerto, pronti via, un comodo vantaggio agli emiliani. Merito di una inzuccata di Elphege, lasciato indisturbato da Juan Jesus e Buongiorno, nuova coppia maldestra da cinema comico, che permette a Strefezza di depositare rete l’uno a zero. Dopo un tempo regalato al Parma, il Napoli si sveglia nella ripresa quando Conte inserisce Aliisson per Anguissa. Tanto basta ad alzare i giri del motore che porterà al pareggio di McTominay abile a concludere dopo una sponda di Hojlund. Anche dopo il pareggio però il Napoli costruisce poco e quel poco viene neutralizzato dai riflessi del portiere Suzuki. Per il Parma, non inguaiato nella zona retrocessone, un pareggio che aumenta l’ autostima. Per il Napoli invece due punti, molto pesanti, persi. L’Inter è ormai lontana, ma la lotta per la Champions è ancora tutta da giocare.
Milan-Udinese 0-3. Povero Diavolo, sempre nei guai! La terza sconfitta nelle ultime quattro giornate, non solo gli toglie ogni velleità da scudetto, ma lo fa precipitare in un nuovo incubo che molti tifosi, grazie alla “cura” Allegri avevano rimosso: quello, non così remoto, di perdere anche quest’anno il pass per la Champions. La batosta con l’Udinese è la fotografia di un gruppo che si è afflosciato su sé stesso mettendo in evidenza tutti i suoi difetti: la fragilità della difesa e l’inconsistenza dell’attacco. Che certo avrà in Leao un responsabile, ma che diventa anche un comodo capro espiatorio per nascondere altre magagne. Vogliamo parlare di Rabiot, demolito da Zaniolo? E Pulisic che non segna dall’anno scorso? E il blocco difensivo? L’autorete di Bartesaghi, su tiro cross di Atta, è un esempio da manuale di come un difensore non si deve comportare davanti a una minaccia con la schiena mezza girata e le braccia da pinguino.
Anche il secondo gol di testa di Ekkelenpam, su appoggio ancora di Zaniolo, grida vendetta. Cosa facevano De Winter e Athekame? Come è possibile che dei difensori esperti si facciamo beffare in quel modo? La verità è che, varando l’attacco a tre punte (con Leao ancora al centro e non a sinistra, ruolo a lui più naturale), il Milan ha perso quella precaria solidità che, finora, gli aveva permesso di evitare guai maggiori.Poi c’è il resto: un mix di stanchezza fisica e mentale che, non avendo i rossoneri impegni infrasettimanali, lascia interdetti. San Siro ha fischiato, deluso, arrabbiato, come è accaduto l’anno scorso con Fonseca e Conceicao. Ma la questione aperta non è solo Leao (anche se ormai siamo al capolinea), ma è quella di un progetto nato male, con un sacco di stranieri di scarsa qualità. Ora si vagheggia un attaccante come Lewandowski, formidabile bomber avviato verso la pensione. In pochi anni il Milan ha buttato via un suo invidiabile patrimonio (Calhanoglu, Tonali, De Ketelaere, Teo Hernandez, Maldini junior ) per imbottirsi di vecchie glorie e stranieri scarsi, a parte Modric che comunque a 40 anni non può tener su da solo una squadra che punta alla Champions. Allegri ha solo nascosto le crepe, ora però, a furia di nasconderle, sta crollando tutto. Ps: E Zaniolo? Ma Buffon e Gattuso l’avevano visto bene? Per la Nazionale è un giocatore pienamente ritrovato. Perché l’hanno lasciato a casa?
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