l’influenza imperversa nelle Marche diventata zona rossa
ANCONA La stagione dell’influenza e degli altri virus respiratori alza decisamente il volume e nella settimana prima di Natale, l’ultima monitorata, raddoppia i casi stimati rispetto alla precedente, con quasi 35mila marchigiani costretti a letto o comunque in casa dai sintomi tipici dei malanni stagionali: febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, stanchezza e a volte anche disturbi gastrointestinali.
Il sistema di sorveglianza
Con l’impennata registrata dal sistema di sorveglianza Respivirnet nella settimana dal 15 al 21 dicembre la nostra regione, con un’incidenza di 23,60 casi ogni mille assistiti (contro i 12,31 della settimana scorsa) fa un balzo rispetto al precedente report diffuso dall’Istituto superiore di Sanità, registrando un livello di intensità dell’epidemia molto alto e decisamente superiore alla media nazionale (17,06 casi per mille).
Marche in zona rossa
In una sola settimana le Marche scalano due livelli, passando direttamente dal giallo al rosso, nella mappa virtuale dei colori con cui l’Iss contrassegna, pur senza le conseguenze pratiche conosciute ai tempi del Covid, le regioni in cui l’incidenza dei casi è più o meno diffusa. Nella settimana 15-21 dicembre solo la Campania ha fatto registrare un’incidenza di casi più elevata delle Marche, con 24,38 infezioni respiratorie acute per mille assistiti, mentre al terzo posto c’è il Veneto con 20,21.
Le fasce d’età più colpite
Nell’ultima settimana monitorata l’incidenza più alta di casi nella nostra regione si registra, come nel resto d’Italia, nella fascia 0-4 anni, con 39,65 casi su mille assistiti. Ma anche le altre classi d’età, tranne quella più anziana, si posizionano nella nostra regione su un livello di intensità molto alta: tra bambini e ragazzini (5-14 anni) l’incidenza è di 22,90 casi per mille assistiti; per i giovani fino a 24 anni contagi si sono alzati a 24,56 per mille), nella fascia d’età 25-44 anni si registrano 23,12 casi per mille, in quella di mezza età (45-64) siamo a 21,50 mentre la diffusione più bassa è tra gli over 65 (11,29 casi ogni mille) quelli più protetti dalla campagna vaccinale.
Gli ambulatori-sentinella
Il monitoraggio Respivirnet condotto dall’Istituto superiore di Sanità si basa su una rete di sorveglianza formata da ambulatori-sentinella di medici di base e pediatri che rilevano l’insorgenza di nuovi casi nei loro pazienti. Nelle Marche al momento ne sono attivi 16, per un totale di quasi 19mila assistiti.
La stima dei casi: 150mila
Nell’ultima settimana monitorata sono stati notificati nella nostra regione 441 casi di infezioni respiratorie acute, 23,60 ogni mille assistiti, che proiettati sul totale della popolazione marchigiana (1.480mila) portano a una stima di circa 35mila infezioni settimanali. Utilizzando la stessa proiezione, si calcola che dall’inizio del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, avviato la quarta settimana di ottobre, oltre 150.000 marchigiani abbiano contratto infezioni respiratorie acute. A livello nazionale nella settimana numero 51 dell’anno sono stati stimati 950.435 nuovi casi, per un totale di 5.850.424 dall’inizio del monitoraggio.
L’ascesa dell’australiana
In questa fase le infezioni respiratorie acute sono ancora dovute a un assortimento di virus, anche se quella che comunemente chiamiamo australiana sta prendendo campo più di altri malanni di stagione. Dalle analisi effettuate dall’Iss, emerge che “tra i virus respiratori circolanti- si legge nel report settimanale -, i valori di positività più elevati sono stati rilevati rispettivamente per i virus influenzali, per i Rhinovirus, per il VRS (sinciziale) e per Adenovirus”.
I ricoveri ospedalieri
Nel flusso ospedaliero registrato a livello nazionale, tra i virus respiratori i tassi di positività più elevati sono stati rilevati per i virus influenzali, per i Rhinovirus e per altri Coronavirus diversi dal Sars-Cov-2. Per Sars-Cov-2 e influenza, i tassi di positività più alti si osservano nella fascia di età over 65.
La variante K
Il ceppo dell’influenza di gran lunga più diffuso in questa fase è il virus A (H3N2), in particolare nella sottovariante K. Una versione dell’influenza che ha grande capacità di diffondersi, ma non più aggressiva di altre, come spiega il report dell’Iss: “I dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche”. Sempre meglio vaccinarsi: “Stime preliminari – continua il report – suggeriscono che i vaccini in uso continuano a proteggere dall’ospedalizzazione benché, sulla base dei dati ad oggi disponibili, non sia possibile stabilire la loro efficacia verso le manifestazioni cliniche della malattia”.





