L’influenza corre e la sanità della Calabria insegue: sul territorio mancano le “sentinelle”
Il virus influenzale da giorni imbratta le statistiche riempiendole di nomi e di cognomi, di date di nascita, di città, di accessi negli ospedali. Accumula casi, traccia le scie di una epidemia in crescita esponenziale. La Calabria appare simile a uno scaffale su cui è esposta merce di massa, ben allineata nei bollettini di questa superba turbolenza o super-influenza, come la chiamano gli esperti. Il patogeno insegue le sue prede, non le molla e le aggredisce con violenza. E il picco è ancora lontano. «Fortunatamente, non si registrano casi di bronchioliti tra i bambini come, invece, è accaduto negli ultimi anni, grazie alla profilassi che viene condotta da aprile a settembre nei centri vaccinali e dai pediatri di libera scelta», sostiene il direttore del dipartimento Materno-infantile dell’“Annunziata” di Cosenza, Gianfranco Scarpelli.
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