Lindsay Anderson – Forgiving: Pop e pittura surrealista :: Le Recensioni di OndaRock
Dopo quasi vent’anni, è bello poter constatare che quell’azzardo creativo, che vedeva il duo di Chicago osare varcare i confini del post-rock conciliando dream-folk e slowcore, non era un estemporanea illuminazione artistica, ma il frutto di una sensibilità e di un talento che ora Lindsay Anderson rinnova con un’intensa raccolta di canzoni ispirate dalla pittura surrealista di Leonora Carrington e Max Ernst, un’opera che l’autrice spera di portare sul palco in futuro per uno spettacolo multimediale dove far combaciare musica e pittura.
“Forgiving” è un album che ti obbliga a un incessante riavvio concettuale ed emotivo, un susseguirsi di slanci e carezze che hanno il pregio di non apparire mai casuali o troppo disordinati, anzi, sembrano quasi austeri nella loro rocambolesca sequenza.
Dodici canzoni che alternano eleganti pop song (“The Wolf”) a incursioni nel jazz-rock (“Release Me”), con una coerenza stilistica che permette all’artista di osare soluzioni sonore più complesse (“Wild Love”) ed emotivamente forti (“Narcissus”), senza mai perdere quell’equilibrio creativo legato a una visione più ampia, che include oltre all’elemento musicale anche quello visivo.
“Forgiving” ha tutte le caratteristiche di un progetto dalle molte chiavi di lettura. Senz’altro le performance live aggiungeranno ulteriore spessore alla proposta di Lindsay Anderson, nel frattempo è alquanto piacevole dilettarsi con il brioso swing-pop-jazz di “Transmitted To The Underworld”, l’impalpabile fascino etereo di “Map Room” e il languido blues psichedelico quasi pinkfloydiano di “Down Below”.
29/03/2026




