L’inchiesta sulla neonata morta, l’Asp di Enna: piena collaborazione con la procura di Agrigento
In una nota l’azienda sanitaria provinciale di Enna esprime il proprio profondo cordoglio alla famiglia della neonata morta nell’ospedale Umberto I. La piccola era nata lunedì scorso al Barone Lombardo di Canicattì e le sue condizioni erano precipitate rapidamente, rendendo necessario il trasferimento d’urgenza ad Enna. I medici dell’Umberto I non hanno potuto salvarla. I genitori, di Ravanusa, hanno denunciato l’accaduto e la magistratura ha aperto un’inchiesta. L’Asp conferma la sua collaborazione con la procura di Agrigento.
«La bambina è giunta all’Umberto I di Enna in condizioni già estremamente critiche, con una grave e prolungata compromissione delle condizioni vitali. Il parto, avvenuto lo stesso giorno del trasferimento, era stato effettuato con un cesareo in urgenza a seguito di un tracciato di allarme» – dice l’Asp. Il trasferimento a Enna era stato effettuato perché Agrigento non aveva posti disponibili. L’azienda sanitaria difende l’operato del personale sanitario del presidio ospedaliero che avrebbe operato con la massima dedizione e professionalità. «I medici ennesi hanno fatto tutto quanto umanamente e clinicamente possibile, ma le condizioni gravi e disperate in cui è arrivata la bambina non hanno permesso nessun tipo di recupero» .
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