Economia

L’Iea libera 400 milioni di barili dalle riserve strategiche


I 32 Paesi membri dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) hanno deciso all’unanimità mercoledì 11 marzo di rendere disponibili 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche di emergenza per stabilizzare il mercato, dopo le interruzioni nelle forniture causate dalla guerra in Medio Oriente. La decisione di avviare un’azione collettiva di emergenza è stata presa al termine di una riunione straordinaria dei governi dei Paesi membri dell’Iea, convocata ieri dal direttore esecutivo dell’Agenzia per valutare le condizioni del mercato alla luce del conflitto in Medio Oriente e individuare possibili risposte alle interruzioni dell’offerta.

“Le sfide che il mercato petrolifero sta affrontando sono senza precedenti per dimensioni, ed è per questo che sono molto soddisfatto della risposta dei Paesi membri dell’Iea, che hanno deciso un’azione collettiva di emergenza di portata anch’essa senza precedenti”, ha dichiarato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia. “Il mercato petrolifero è globale e anche la risposta alle grandi interruzioni deve esserlo. La sicurezza energetica è la missione fondativa dell’Iea e sono lieto di vedere i Paesi membri dimostrare una forte solidarietà agendo insieme con decisione”.

Le scorte di emergenza saranno immesse sul mercato secondo tempistiche compatibili con le circostanze nazionali di ciascun Paese membro e saranno affiancate da ulteriori misure straordinarie adottate da alcuni governi. I Paesi membri dell’Iea dispongono complessivamente di oltre 1,2 miliardi di barili di riserve strategiche, a cui si aggiungono circa 600 milioni di barili di scorte detenute dall’industria su obbligo governativo. Il rilascio coordinato delle scorte rappresenta la sesta azione collettiva nella storia dell’Agenzia, fondata nel 1974. In precedenza, interventi simili erano stati adottati nel 1991, 2005, 2011 e due volte nel 2022.

L’Agenzia ricorda che il conflitto in Medio Oriente iniziato il 28 febbraio 2026 ha ridotto drasticamente i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, con volumi di esportazione di greggio e prodotti raffinati attualmente inferiori al 10% dei livelli precedenti al conflitto. Questo sta costringendo diversi operatori della regione a sospendere o ridurre in modo significativo la produzione. Nel 2025 attraverso lo Stretto di Hormuz transitavano in media circa 20 milioni di barili al giorno di petrolio e prodotti petroliferi, pari a circa il 25% del commercio mondiale di petrolio via mare. Le alternative per aggirare questo passaggio strategico restano limitate.

Il segretariato dell’Iea fornirà ulteriori dettagli su modalità e tempistiche di attuazione dell’intervento coordinato nei prossimi giorni. L’Agenzia continuerà inoltre a monitorare attentamente l’evoluzione dei mercati globali del petrolio e del gas, fornendo raccomandazioni ai governi membri quando necessario.


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