Libri – Kevin Evers – There’s Nothing Like This: il genio strategico di Taylor Swift :: Gli Speciali di OndaRock
Autore: Kevin Evers
Titolo: There’s Nothing Like This: il genio strategico di Taylor Swift
Editore: Egea
Pagine: 310
Prezzo: 22,90 euro
Taylor Swift ha appena terminato di suonare “All Too Well”, la versione allungata a dieci minuti di una delle sue hit più acclamate, nella quale dichiara con veemenza tutte le sue verità sulla fine di una relazione, con tutta probabilità il destinatario è l’attore Jake Gillenhaal. L’abito di scena, la chitarra, il microfono, lo stadio intero, tutto è immerso nel colore rosso, perchè siamo nella “Red Era”, nel bel mezzo di uno degli show dell’Eras Tour, che per circa due anni ha portato la superstar dei record in ogni angolo del globo, uno dei tour più ricchi, importanti e spettacolari di sempre. E’ l’iconica immagine scelta per la copertina di “There’s Nothing Like This”, il libro scritto da Kevin Evers, senior editor di Harward Business Review, pubblicato in Italia da EGEA, la casa editrice dell’Università Bocconi di Milano, tradotto da Marianna Grimaldi con prefazione a cura di Massimo Bonelli. Un editore che di solito non ha molto a che fare con il business musicale, bensì con temi legati alla finanza, all’economia e allo studio dei mercati, e del resto non è un caso, visto che – come specificato dal sottotitolo del volume – qui si studia il genio strategico di Taylor Swift, ripercorrendo in maniera cronologica tutti gli accadimenti utili a dimostrare come il cammino della cantautrice americana sia analizzabile alla stessa stregua di qualsiasi altra icona del mondo degli affari. E’ il libro che finalmente risponde a una delle domande che molto spesso si sentono fare sul suo conto: “ma come fa ad avere tutto questo successo?”. Bene, mettetevi comodi e troverete tutte le risposte ai vostri quesiti.
L’autore traccia l’intera parabola che ha trasformato un’adolescente prodigio prima in superstar del pop e successivamente in fenomeno di costume e icona culturale, riuscendo ad affermarsi come personalità rilevante ben oltre i confini della sua arte. Per far questo Kevin Evers include nella narrazione numerosi interventi raccolti da personalità operanti non soltanto nel campo musicale e della creatività in genere, ma anche della strategia aziendale, dell’innovazione, della psicologia. Del resto da tempo sono stati avviati persino corsi universitari che studiano sia i testi delle canzoni di Taylor Swift che le business strategy poste in essere dal suo team. Evers utilizza la medesima profondità analitica che riserva a leggendari fondatori di aziende o innovatori rivoluzionari, raccontando e approfondendo le scelte commerciali e creative che hanno caratterizzato ciascuna fase della carriera della Swift. Ne esce il ritratto di una superstar moderna, che ha saputo adeguarsi alle difficoltà del mercato nel quale opera, riuscendo a confermarsi per vent’anni in una posizione dominante, operando in un settore che consuma artisti e star come fossero tendenze della moda, incrementando ad ogni disco il proprio successo, sino a livelli obiettivamente irraggiungibili per qualsiasi potenziale competitor. Si parte dalla ragazzina che a tredici anni viene accompagnata a Nashville dalla famiglia, finendo subito sotto contratto con la RCA, fino ai nostri giorni, con il trionfale Eras Tour e la pubblicazione dell’album “The Tortured Poets Department”.
L’analisi del percorso artistico della Swift viene quindi eseguito attraverso prospettive inedite, riflettendo sia sui tanti successi che sui passi falsi, soffermandosi anche sulle critiche spesso indirizzate verso di lei, specie nella prima parte della sua carriera, quando veniva posta all’indice per le scarse doti canore, per l’immagine eccessivamente sdolcinata, per le esibizioni sottotono, per la banalità dei testi, ritenuti non sinceri e dozzinali. Personaggio da sempre divisivo, la Swift nei momenti di difficoltà saprà sempre riscattarsi grazie al talento, al sostegno incondizionato dei genitori, all’audacia, alla fiducia in sé stessa, all’intelligenza emotiva, all’incessante ricerca dell’eccellenza, al rifiuto di accontentarsi, e grazie anche al pensiero strategico, all’innato istinto imprenditoriale, alla chiarezza della visione. Le idee, le mosse, le scelte, sono tutte indirizzate a creare un nuovo precedente: nel 2006 per la prima volta la musica country – che da sempre ha un centro di gravità fortemente maschile – parla alle ragazze della sua età, qualcosa mai accaduta prima, una sfida per il pubblico tradizionalmente adulto e conservatore, una sfida per una cultura chiusa, aggrappata a valori incontrovertibili, avversa al cambiamento. Il team della Swift punta a farla entrare in una fascia di mercato non ancora contesa, inesplorata, creando contenuti autentici e convincenti, scritti da una ragazza di sedici anni, non da un cantautore veterano di Nashville, sfruttando i social media per costruire una connessione, un’interazione continua con i suoi ascoltatori.
Sarà soltanto la prima di una lunga serie di strategie vincenti: una nuova artista donna in grado di cambiare il volto della musica country. Ci saranno poi la sterzata pop, l’ingresso dell’elettronica, l’incursione indie-folk, tanti volti diversi per dar forza a una narrazione intima ed emotiva, con ogni disco in grado di rappresentare un’istantanea accurate della sua vita in quel determinato momento. Taylor Swift riesce da un lato nell’intento di far diventare l’esperienza dei fan sempre più immersiva e dall’altro di stabilire nuovi standard nell’industria musicale, come quando prende la decisione di reincidere i primi sei album per ritornare in possesso dei diritti del loro sfruttamento esclusivo. Il rapporto con i fan diventa un gioco intricato: ogni parola, numero o gesto viene visto come potenziale fonte di informazioni segrete da decifrare, i così detti easter eggs. Il valore del marchio Taylor Swift intanto arriva alle stelle, questo anche grazie al timore di diventare improvvisamente meno rilevante, timore che l’ha portata a cambiare pelle più volte, elaborando una versione di sé via via più adulta e complessa, lasciando salire a bordo nuovi collaboratori e producer, diventando un’artista sempre più versatile, capace di reinventarsi, esplorando nuovi suoni e generi. Continuerà a farlo, alzando continuamente l’asticella, spingendo avanti i propri limiti e quelli della stessa industria musicale. E “There’s Nothing Like This” aiuta a comprendere quanto sia fondamentale espandere i confini della propria identità per poter raggiungere un successo solido e duraturo.
31/01/2026




