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Liberati Alberto Trentini e Mario Burlò dopo oltre 400 giorni di detenzione in Venezuela: il Ministro Valditara esprime soddisfazione per il rientro dei connazionali

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha accolto con soddisfazione la notizia della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, i due cittadini italiani detenuti in Venezuela da oltre un anno.

Il Ministro ha dichiarato “accogliamo con gioia la notizia della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. Un risultato che conferma l’impegno del Governo e il lavoro svolto con responsabilità e discrezione dalle nostre istituzioni“. Il pensiero di Valditara si rivolge ai connazionali e alle loro famiglie, in attesa del rientro a casa. La liberazione è avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 gennaio e rappresenta il culmine di una complessa trattativa diplomatica condotta dal governo italiano.

Il cooperante veneziano Alberto Trentini, 46 anni, era detenuto dal 15 novembre 2024 senza accuse ufficiali a suo carico nel carcere di El Rodeo, uno dei più duri del Venezuela. L’imprenditore torinese Mario Burlò si trovava nella medesima struttura penitenziaria.

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato all’alba che i due italiani sono stati rilasciati dalle autorità venezuelane, stanno bene e presto rientreranno in Italia. Tajani ha confermato di aver parlato con loro e che un aereo partito da Roma li riporterà a casa tra domenica 12 e lunedì 13 gennaio.

La detenzione di oltre 400 giorni e il ruolo della diplomazia

Alberto Trentini era arrivato a Caracas il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria ed era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello stato di Apure, insieme all’autista locale Rafael Ubiel Hernández Machado, poi rilasciato dopo alcuni mesi. La detenzione si è protratta per 423 giorni in condizioni difficili. Il Consiglio comunale di San Mauro Torinese aveva approvato il 26 novembre un atto politico con cui impegnava governo e autorità competenti a lavorare attivamente per la liberazione. Il Consiglio regionale del Piemonte aveva sostenuto la causa attraverso l’approvazione di un ordine del giorno da parte del Comitato diritti umani e civili.

La decisione è stata presa dalla presidente venezuelana ad interim Delcy Rodríguez, grazie al lavoro congiunto della diplomazia e dell’intelligence italiane e alla mediazione degli Stati Uniti. La Premier Giorgia Meloni ha ringraziato espressamente la presidente incaricata del Venezuela, esprimendo “gioia e soddisfazione” per l’esito positivo della vicenda. La svolta è arrivata dopo insistenti contatti telefonici del Ministro Tajani con le autorità venezuelane, durante i quali l’Italia ha chiesto un segnale immediato e concreto.

Il rientro in Italia previsto tra domenica e lunedì

I due connazionali si trovano ora presso l’ambasciata italiana a Caracas, dove sono stati accolti dall’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito, che ha predisposto per loro un alloggio temporaneo in attesa del volo di rientro.[5][3]

La famiglia di Alberto Trentini ha commentato che la prigionia lascia “feriti difficilmente guaribili“, sottolineando l’impatto psicologico della detenzione. Il Ministro Tajani ha confermato che Trentini e Burlò sono in buone condizioni e ha affermato che “la loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto“.

La vera svolta è arrivata nelle ultime settimane, con il nuovo assetto politico venezuelano alla ricerca di legittimazione internazionale. Il cooperante italiano figurava in una seconda tranche di detenuti liberati, oggetto delle trattative più delicate portate avanti tra Roma, Caracas e Washington in un clima di grande incertezza.


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