Società

Lezioni di Islam a scuola senza consenso, la Lega propone obbligo di autorizzazione per attività extra-curriculari religiose. Sasso: “Il governo intervenga”

Il deputato della Lega, Rossano Sasso, ha presentato una risoluzione parlamentare per introdurre il consenso informato nelle scuole italiane quando vengono organizzate attività che esulano dai programmi ministeriali.

La proposta nasce dal caso di Piacenza, dove sono state segnalate lezioni sull’Islam tenute da esponenti dell’Istituto di Studi Islamici Averroè in alcune classi della scuola primaria. Il parlamentare propone di applicare lo stesso principio già previsto dal ddl Valditara per l’educazione sessuale, approvato con 51 voti a favore e 113 contrari, che impone il permesso scritto dei genitori per i corsi di educazione sessuo-affettiva.

Il caso di Piacenza e la richiesta di trasparenza

Sasso ha dichiarato a Il Giornale: “Il sistema orchestrato è una valutazione ministeriale, che spetta al ministro Valditara. Lo ribadisco: mi rattrista quando i docenti utilizzano le classi per fare propaganda”. Il deputato sostiene che le famiglie debbano essere informate preventivamente quando la scuola organizza attività che esorbitano dai programmi ministeriali standard.

La risoluzione mira a garantire ai genitori il diritto di negare il consenso alla partecipazione dei figli a iniziative che ritengono non conformi ai propri orientamenti educativi

La normativa sulla laicità e le confessioni religiose

Il quadro giuridico italiano si basa sull’articolo 8 della Costituzione, secondo cui “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” e i rapporti con lo Stato vengono regolati tramite intese con le rappresentanze delle singole confessioni. La scuola garantisce la libertà religiosa in regime di pluralismo culturale, come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 203 del 1989. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1388 del 27 marzo 2017, ha riconosciuto la possibilità di benedizioni religiose negli istituti scolastici esclusivamente in orario extrascolastico, conciliando il principio di laicità con la libertà di partecipazione a iniziative religiose.

Sasso propone, dunque, che il governo inserisca una norma specifica nei prossimi decreti per subordinare al consenso informato preventivo tutte le attività che non rientrano nei programmi didattici ordinari.


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