L’ex caserma Prandina trasformata in un grande parco pubblico

Continua l’opera di riqualificazione della città da parte di Aps Holding che ieri 23 maggio ha dato il via alla risistemazione dell’area dell’ex caserma Prandina destinata a parcheggio con l’apertura della procedura d’appalto per l’affidamento dei lavori per la realizzazione del Park Prandina-Open Garden. L’importo complessivo dell’appalto è pari a 1.960.232,76 euro. Le offerte dovranno pervenire al portale informatico di Aps Holding entro le 12 del 16 giugno. Progettista dell’opera l’architetto Linda Bagaglio.
Il Park Prandina-Open Garden rappresenta il terzo e ultimo capitolo della trilogia composta da Secret Garden e Green Garden. È il primo parcheggio boscato della città di Padova e qui la rigenerazione urbana raggiunge il suo punto più alto: un luogo che, nel tempo, è stato monastero e poi caserma, viene restituito alla collettività come spazio verde di qualità. Il progetto ricompone il paesaggio dell’antico frutteto conventuale, integrando il parcheggio nel parco. È uno spazio che assorbe acqua grazie a materiali drenanti, si nasconde nel verde e invita alla sosta consapevole.
«Abbiamo preservato – hanno riferito i responsabili del progetto – un albero storico all’ingresso e creato un piccolo giardino contemplativo, utilizzando anche la trachite recuperata dalle demolizioni della caserma. Un’infrastruttura verde per il centro storico. Il parcheggio boscato si inserisce nel nuovo parco delle Mura di San Benedetto, parte di una più ampia “infrastruttura verde inclusiva” che comprende: la riqualificazione delle mura e delle aree verdi circostanti; una nuova pista ciclopedonale lungo via Orsini; la futura linea del tram su Corso Milano; il recupero degli edifici storici per funzioni civiche, culturali e commerciali». Dopo la demolizione degli edifici non tutelati e l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica da parte della Soprintendenza, si entra ora nella fase esecutiva. La scelta progettuale è stata chiara fin dall’inizio: non costruire nuovi volumi, ma liberare spazio; creare vuoto urbano di qualità, trasformandolo in verde pubblico.
Il cuore del progetto è la ricomposizione paesaggistica dell’antico frutteto conventuale che un tempo era parte del monastero. I filari di alberi tornano a seguire l’orientamento storico est-ovest, con specie tipiche dei broli monastici: soprattutto prunus, che in primavera offriranno una fioritura scenografica, e aceri ad alto fusto, pensati come indicazione dell’originario tracciato della strada delle mura di San Benedetto. Il parcheggio è concepito come parte integrante del parco, attraversato da percorsi pedonali separati da quelli viabilistici quale continuazione del sistema a parco e che collegano il parcheggio: un asse nord-sud collegato al parco e a corso Milano; un percorso est-ovest lungo il muro storico verso la scuola Don Bosco, luogo di contemplazione delle fioriture dei ciliegi e potenziale connessione con l’ex monastero di San Benedetto Nuovo fino a riviera San Benedetto.
Un parcheggio che assorbe acqua e si nasconde nel verde. Dal punto di vista ambientale, l’intervento punta tutto sulla permeabilità del suolo. Stalli, percorsi e aree di manovra saranno realizzati con materiali drenanti, capaci di assorbire l’acqua piovana e ridurre l’impatto urbano. In totale verranno piantumati 78 nuovi alberi, affiancati da: graminacee alte per schermare le auto alla vista; lavanda lungo i percorsi, in omaggio agli usi terapeutici dei conventi; bambù non invasivo per mascherare le recinzioni esistenti; aiuole fiorite naturalistiche; stalli verdi seminati a prato resistente.
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