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Letta: «Per l’Europa è il momento dell’indipendenza». Marcegaglia: serve autonomia energetica


«Noi vogliamo essere padroni a casa nostra e allo stesso tempo vogliamo essere indipendenti a livello globale. Le due cose sono incompatibili. L’Europa – ha continuato – è una specie di Arlecchino, in cui ogni paese ha la sua politica energetica». Cosa che non accade solo nell’energia. «Un fattore che ci rende deboli e impotenti è avere 27 mercati finanziari diversi, gli americani ne hanno uno solo. La forza dell’economia reale europea è simile per dimensione e per ordine di grandezza e quella Usa. Noi siamo il 18% del Pil mondiale, gli americani il 25%».

Letta invita a vedere come questa economia reale si trasforma in economia finanziaria in modo non competitivo: «notiamo – ha detto – che l’Europa che passa dal 18% al 12% a livello di quota globale mentre gli Stati Uniti passano dal 25% al 60 per cento. E questo ha un impatto su tutto, sugli investimenti che avremmo bisogno di fare, da dedicare a intelligenza artificiale ed energia».

La questione è che i trattati Ue garantiscono a ogni paese la totale autonomia di salvaguardia del mix energetico. In questo senso per Letta la sovranità nazionale in un mondo di giganti è un fake. «La sovranità nazionale giocata senza la sovranità europea è un enorme regalo a russi, americani e cinesi. Solo la sovranità europea ci salva perché è solo in quella dimensione che noi siamo in grado di usare tutte le fonti energetiche che abbiamo».

Marcegaglia ha sottolineato come essere dipendenti sull’energia impatta direttamente sul portafogli delle famiglie e sui conti economici nelle imprese. E, quindi, sulla capacità del paese di creare posti di lavoro. «Così non saremo più in grado di essere competitivi, di avere capacità di stare sui mercati. Con la conseguenza che non riusciremo più a sostenere il nostro welfare, che è una delle nostre forze». Bisogna fare delle scelte oggi, per evitare un declino chiaro domani.

«Il mix energetico che noi dovremmo avere – ha detto ancora Marcegaglia – comporta più rinnovabili, un 15/20 per cento di nucleare e ancora un po’di gas. Penso che il nucleare dobbiamo farlo con le tecnologie nuove, le più pulite e le più sicure, ma dobbiamo farlo».


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