Les Ballets de Monte-Carlo in scena con uno dei più grandi classici della danza di tutti i tempi, 25 febbraio 2026

Continua con una delle compagnie di danza più celebrate del panorama internazionale, Les Ballets de Monte-Carlo, la 29ma Stagione Opera, Operetta e Danza del Teatro Nuovo Giovanni da Udine firmata dalla direttrice artistica Fiorenza Cedolins e realizzata anche con il sostegno di Fondazione Friuli. Sul palcoscenico udinese, in esclusiva regionale mercoledì 25 febbraio alle 20.30, la compagnia monegasca interpreterà Romeo e Giulietta, iconico balletto ispirato alla tragedia di William Shakespeare su musiche di Sergej Prokof’ev, con la coreografia di Jean-Cristophe Maillot e nella messinscena – presentata per la prima volta all’Opéra di Monte-Carlo nel 1996 – che si avvale delle scenografie di Ernest Pignon-Ernest, dei costumi di Jérôme Kaplan e del disegno luci di Dominique Drillot.
Lo spettacolo sarà preceduto, sempre mercoledì 25 febbraio alle 18.00, da un incontro di approfondimento dal titolo Roméo et Juliette 1996-2026 Le ballet emblématique condotto da Maria Luisa Buzzi giornalista, studiosa, critica di danza ed editore (ingresso gratuito con prenotazione consigliata).
Lo spettacolo
Con oltre 260 rappresentazioni in tutto il mondo e presente nel repertorio di sette grandi compagnie, Romeo e Giulietta è “il” balletto iconico di Jean-Christophe Maillot – coreografo e direttore dal 1993 dei Ballets de Monte-Carlo – che ha saputo incontrare il favore di pubblico e critica grazie a una narrazione moderna, a una musicalità che infonde la sua forza al movimento, e al suo modo unico di coniugare tutte le discipline artistiche nella danza. Jean-Cristophe Maillot ha immaginato per la musica di Prokof’ev una coreografia che sconvolge i codici della danza classica in ciò che ha di più tradizionale, conservandone al contempo lo slancio, l’energia e la grazia senza tempo.
Né classico né contemporaneo e nemmeno a metà strada fra i due generi, Jean-Christophe Maillot rifiuta di appartenere a uno stile definito e concepisce la danza come un dialogo nel quale la tradizione sulle punte e l’avanguardia cessano di escludersi. Partendo dall’idea che tutti conoscono la storia di Romeo e Giulietta, Maillot ha adottato in questo suo lavoro una prospettiva coreografica che evita di parafrasare il monumento letterario di Shakespeare: piuttosto che seguire passo passo la disputa fra Capuleti e Montecchi fino al suo tragico epilogo, il coreografo rivisita la tragedia seguendo un punto di vista originale. Nel confermare la struttura dei quadri immaginata da Prokof’ev – il salone da ballo del palazzo, la piazza del mercato, la camera da letto di Giulietta, la cappella mortuaria dei Capuleti – Maillot adotta per la sua rilettura l’espediente cinematografico del flashback. La tragica vicenda dei due giovani amanti veronesi arriva allo spettatore come fosse un ricordo di Frate Lorenzo, il quale ripercorre nella sua mente, con non poco tormento, l’accaduto.
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