Leon è infetto? Cosa sappiamo sulla sua salute
Oltre ad introdurre la nuova protagonista Grace Ashcroft, Resident Evil Requiem segna il ritorno dell’iconico Leon S. Kennedy nel filone principale della serie, dove mancava dai tempi di Resident Evil 6 non contando i remake di Resident Evil 2 e 4. Ma il nostro celebre eroe non sembra passarsela benissimo questa volta.
Sin dal reveal trailer di Leon in Resident Evil Requiem e relative immagini i più attenti hanno subito notato qualcosa che non andava nell’agente governativo: in una foto era infatti possibile notare una strana chiazza nera sul collo del protagonista che si intravedeva dal suo giubbotto. L’ultimo trailer mostrato nel corso del PlayStation State of Play di febbraio è stato ben più esplicito sulla questione, mostrandoci una sequenza in cui Leon si toglie i guanti per osservare le chiazze scure che circondano una sua mano. E i dialoghi successivi non sembrano lasciare spazio a nessun dubbio: gli rimane poco tempo. Non bisogna inoltre dimenticare una battuta che lo stesso Leon pronuncia in uno dei video-gameplay del gioco, quando incontrando un medico zombie armato di motosega afferma ironicamente di “volere una seconda opinione“.
Sebbene i filmati fin qui mostrati non lo dicono in maniera esplicita, appare perfettamente chiaro che il nostro Leon è infetto: più precisamente sarebbe vittima della Sindrome di Raccoon City, citata in un documento che si intravede velocemente sempre nel trailer dello State of Play e che descrive la natura del morbo. Sostanzialmente si tratta di un residuo del T-Virus che potenzialmente tutti i sopravvissuti all’incidente di Raccoon City hanno avuto dormiente per decenni nel proprio corpo, ignari della sua presenza. Tuttavia quasi 30 anni dopo (ecco come si colloca Resident Evil Requiem nella timeline della serie) il T-Virus si è riattivato, dando inizio a una malattia per la quale non esiste cura e che ha la morte dell’individuo infetto come conseguenza finale. All’apertura dell’ultimo trailer lo stesso Leon fa tra l’altro notare che sei sopravvissuti di Raccoon City sono deceduti a distanze ravvicinate e per lo stesso male.
La Sindrome di Raccoon City si sviluppa per gradi e nel caso di Leon dovrebbe essere ancora nelle sue prime fasi, quando si manifesta per l’appunto attraverso macchie nere per tutto il corpo e con i primi problemi di salute come costanti colpi di tosse. Nelle fasi successive il morbo si aggrava portando le vittime a vomitare ripetutamente sangue e perdere sempre di più le proprie forze, fino all’inevitabile decesso.
Appare chiaro che la sindrome che affligge Leon sarà uno dei temi narrativi principali di Resident Evil Requiem, che ha proprio ciò che resta di Raccoon City dopo l’attacco missilistico del 1998 come una delle sue ambientazioni principali. Non è da escludere che anche la possibile ricerca di una cura sia un altro elemento chiave della storia: e se fosse proprio Grace, figlia non a caso di una sopravvissuta di Raccoon City come Alyssa (una dei protagonisti dei due Resident Evil Outbreak) la soluzione al problema? Tutti i dubbi sulla storia e soprattutto sulla sorte di Leon troveranno risposta a partire dal 27 febbraio 2026, giorno in cui Resident Evil Requiem diverrà realtà su PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2.
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