lei si barrica dal vicino, lui si scaglia contro i carabinieri a Jesi
JESI Torna a casa ubriaco, schiaffeggia la compagna (alle prese con l’allattamento del bimba) e poi aggredisce pure i carabinieri. Un caos che, lo scorso 23 dicembre, era costato l’arresto a un 36enne di origine dominicana, residente a Jesi insieme alla donna. Le manette erano scattate solo per la resistenza e l’oltraggio a pubblico ufficiale. La convivente, seppur trasportata al pronto soccorso del Carlo Urbani, non aveva voluto sporgere denuncia. Per la paura, era fuggita dal suo appartamento e si era barricata dal vicino, lanciando poi l’allarme al 112.
L’esito
Ieri mattina, davanti al giudice Maria Elena Cola, si è tenuto il proseguimento della direttissima: l’uomo, difeso dall’avvocato Antonella Devoli e presente in aula, è stato condannato a scontare un anno di reclusione per la violenza perpetrata nei confronti dei militari del Norm. L’intervento della pattuglia era avvenuto poco prima delle 22. Era stata la stessa convivente, dopo essersi rifugiata dal vicino insieme alla figlioletta, a chiamare il 112. Aveva riferito che il compagno era tornato a casa completamente ubriaco. Aveva perso la testa mentre lei stava allattando, iniziando a colpirla con alcuni schiaffi al volto. Lei, allora, era fuggita, barricandosi dalla coppia di vicini.
La ricostruzione
Quando erano arrivati i carabinieri, la situazione non era migliorata affatto. Perché, stando alle contestazioni mosse dalla procura, il 36enne aveva resistito in tutti i modi al controllo, avventandosi contro gli operatori, tra calci e pugni. Voleva in tutti i modi divincolarsi dalla presa dei militari per raggiungere la compagna in camera (era nel frattempo tornata a casa per prendere dei vestiti prima di andare al pronto soccorso) e cercare di strapparle la bimba che teneva in braccio. Non erano mancate le ingiurie e le minacce rivolte agli operanti: «E voi chi sareste? Siete dei pezzi di m…». E rivolto a un carabiniere: «Io ti porto i pacchi, so dove abiti».
Negli uffici della caserma l’uomo aveva continuato a dare in escandescenza, tentando la fuga e cercando ancora di colpire i carabinieri con calc, spinte e pugni. Alla fine era stato arrestato. Non si è proceduto per le botte subite dalla compagna. Lei, infatti, non ha voluto sporgere denuncia. Aveva riportato una ferita al labbro ed escoriazioni al collo. La prognosi: cinque giorni.




