Società

Leggere le carte: ecco come usare quelle «normali», anziché i tarocchi

I pitagorici sapevano molto bene che dietro a un numero si nasconde anche una certa forza, una promessa specifica che ci parla di azione, di fortune e di destini: 10 numeri, proprio come le dita della mano, come le azioni umane. Fin dal tempo degli Assiri e dei Caldei, i numeri hanno ricoperto un ruolo fondamentale per ogni tipo di magia e di divinazione, con significati che possiamo sempre leggere, che restano attuali come l’energia dell’universo.

Così si possono leggere le carte, quelle semplici, quelle che vanno dall’asso al re, che sono 10 e ci descrivono la potenza di ogni numero, il seme invece ci svela l’ambito dell’azione, perché i semi sono quattro, numero che definisce e delimita, proprio come il tetramorfo, la rappresentazione iconografica composta da quattro elementi, da quattro figure.

Leggere le carte: come funziona?

I cuori ci parlano ovviamente di questioni amorose e affettive, i fiori di serenità e di armonia, di felicità, i denari invece di destini legati al denaro e alla professione. Inevitabilmente le picche sono svelatrici di eventi negativi, di chiusure e di cambiamenti importanti, faticosi, fanno insomma il lavoro meno piacevole

Le carte vengono poi disposte a piramide e lette in modo da intuire un messaggio corale, una lettura che tenga conto della sequenza e della disposizione o ognuna di esse.

L’asso è relativo al numero 1, il numero di Dio, della grande fortuna, di ciò che conta davvero.

Il due ci descrive invece l’energia del cambiamento, dello spostamento, del passaggio da uno stato all’altro. Il fatidico “due di picche” parla di una resistenza, di un rifiuto

Il tre descrive una piccola vittoria, un successo limitato e temporaneo, una soddisfazione veloce

Il quattro, come detto, è invece legato alla solidità, alle cose destinate a durare, a non cambiare velocemente. Consolida, limita, descrive

Il cinque è il numero delle complicazioni (la stella a cinque punte ha un legame con il male), perché descrive la fortuna (mutevole), l’imperfezione delle azioni umane (cinque come le dita di una mano). Ci parla di provvisorietà e di incompletezza

Il sei è il doppio del 3, quindi di un equilibrio basato sulle piccole cose, di compiti che crescono e che danno risultati, di soddisfazioni.

Importante il 7 che simboleggia la fortuna (7 come i pianeti in astrologia, dunque completezza), la riuscita. Meno potente dell’asse ma comunque portatore di ottime cose.

E poi le tre figure

Il fante, ovvero l’8, dunque i successi materiali, trasformativi, quelli che però non portano con sé grandi cose. Un fante di cuori, ad esempio, ci descriverà un amante, non una vera relazione. Il fante descrive anche i figli, i bambini.

La donna, o regina, è collegata al 9, la trascendenza, l’intuito femminile che ci porta a capire oltre le apparenze. Nella lettura pratica rappresenta le figure femminili in genere.

Infine il re, il numero 10, la completezza, il conseguimento, il riconoscimento di un merito. Il re descrive le persone che contano, uomini che hanno un ruolo, persone che contano.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »