Emilia Romagna

Le ultime aggressioni fuori dalle scuole dimostrano che gli school tutor sono inutili


“Gli ultimi episodi di violenza avvenuti all’esterno degli istituti scolastici rappresentano la lampante certificazione del fallimento della strategia portata avanti dall’assessore Camporota, e confermano la totale inutilità degli school tutor”. A intervenire, con un affondo diretto, è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Luca Negrini, a seguito dell’ennesimo episodio di violenza verificatosi nei pressi delle scuole e che, nella giornata di ieri, ha visto coinvolti sei ragazzi.

“Gli episodi che si sono susseguiti in queste settimane – prosegue Negrini – riguardano più istituti e si verificano sistematicamente a ridosso degli orari di entrata e di uscita degli studenti, proprio nei momenti in cui l’attività degli school tutor dovrebbe essere a pieno regime. Eppure la loro presenza non è stata minimamente percepibile, al punto da farci domandare se siano ancora effettivamente presenti. È inoltre necessario ricordare che queste figure, caldamente volute dall’amministrazione e costantemente difese dall’assessore Camporota, non sono altro che privati cittadini, privi di qualifica specifica e senza una formazione adeguata, se non un breve corso e una pettorina. Un aspetto che evidenzia come il loro impiego, oltre a essere del tutto marginale sul piano dell’efficacia, richieda anche una particolare attenzione sotto il profilo della tutela degli stessi operatori. Gli school tutor si muovono infatti in un’enorme zona grigia, nella quale non dispongono di alcuna qualifica né di reali strumenti di intervento. In caso di episodi di violenza, rischiano non solo conseguenze fisiche, ma anche di trovarsi esposti sotto il profilo della copertura e delle responsabilità, proprio a causa dell’ambiguità di una figura dai compiti estremamente limitati. Di fatto, il loro unico ruolo è quello di segnalare quanto accade alle forze dell’ordine: esattamente ciò che può fare qualunque cittadino che assista a una situazione di pericolo”.

“Mettere in campo gli school tutor per contrastare la violenza davanti alle scuole – attacca il capogruppo – è paragonabile a mettere un cerotto per curare la febbre. Gli istituti scolastici continuano a rappresentare luoghi sensibili, esposti a possibili episodi di violenza che giustamente preoccupano genitori e famiglie, mentre si continua a insistere su ricette sbagliate e inefficaci per affrontare una situazione complessa. Solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine – a cui va il nostro plauso – è stato possibile identificare gli aggressori, anche attraverso i dispositivi di attenzione e l’innalzamento dei livelli di sicurezza messi in campo proprio per contrastare questi fenomeni. Auspichiamo ora che le indagini possano fare piena chiarezza e portare a sanzionare con fermezza i responsabili, perché la sicurezza degli studenti non può essere affidata a soluzioni di facciata ma richiede strumenti seri, strutturati ed efficaci”.

“Occorre però che anche il Comune metta finalmente in campo un’azione strutturata e realmente efficace – aggiunge Negrini –. Non possono essere gli school tutor, che hanno già ampiamente dimostrato i loro limiti, a farsi carico di una problematica di questa portata. È necessario invece ricorrere all’impiego di agenti della Polizia Locale in abiti civili, con il supporto delle unità cinofile e a un coordinamento interforze, finalizzato a presidiare in modo mirato gli istituti maggiormente interessati da queste situazioni. Una presenza qualificata, composta da personale formato e concretamente in grado di intervenire, rappresenterebbe una risposta credibile e all’altezza del problema. L’utilizzo delle unità cinofile, organizzato attraverso una turnazione su più istituti, garantirebbe inoltre un deterrente evidente e invierebbe un segnale chiaro di volontà di arginare il fenomeno, andando ben oltre le soluzioni di facciata adottate finora”.

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“La direttiva inoltrata a tutti gli istituti scolastici, a firma del Ministro Piantedosi e del Ministro Valditara, informa – tramite una circolare giunta anche agli istituti modenesi – delle possibilità messe in campo dal Governo che consentono ai dirigenti scolastici di richiedere controlli esterni davanti agli ingressi delle scuole, anche mediante l’utilizzo di metal detector mobili. Si tratta di controlli che possono essere organizzati su richiesta dei presidi, in coordinamento con la Prefettura e le forze dell’ordine, anche con modalità a sorpresa. Una misura introdotta nel contesto di un rafforzamento delle attività di prevenzione e di contrasto alla diffusione di armi da taglio, a seguito di episodi particolarmente gravi come l’omicidio avvenuto all’interno di un istituto scolastico a La Spezia”.

“Se oggi il ministro Matteo Piantedosi arriva a prevedere la possibilità per i dirigenti scolastici di richiedere controlli strutturati e interventi coordinati con Prefettura e forze dell’ordine, significa che il problema della sicurezza nelle scuole non è una suggestione ma un fatto concreto. Significa che lo Stato riconosce l’esistenza di una criticità e decide di rispondere con strumenti chiari, organizzati e realmente efficaci, non con iniziative simboliche. Diventa quindi difficile accettare che, a livello comunale, si continui a proporre misure leggere, rassicurazioni generiche o attività che non producono risultati. Quando i genitori iniziano ad avere paura non cercano parole, ma presenza; non richiedono perbenismo, ma organizzazione e risposte efficaci”.

“Continuare a puntare su interventi soft, come quelli messi in campo dall’assessorato alla Sicurezza, non fa altro che alimentare preoccupazione e senso di impunità. Su questo l’assessore Camporota non ha eguali: le va almeno riconosciuto di aver di fatto inaugurato il primo ‘Assessorato alla comprensione creativa del reato’, dove tutto viene spiegato, giustificato o minimizzato, ma nulla viene realmente prevenuto o contrastato”, conclude Negrini.

 


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