Economia

Le tensioni geopolitiche frenano il rally di Capodanno. Milano -0,4% con Eni in rosso

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Il moltiplicarsi dei fronti di tensione sul piano geopolitico, dopo il sequestro di due petroliere russe da parte degli Stati Uniti, e alcuni dati macroeconomici americani in chiaroscuro hanno consigliato prudenza agli investitori, che hanno ribilanciato l’esposizione dei portafogli premiando il comparto obbligazionario (i rendimenti hanno registrato flessioni generalizzate) e frenando i listini azionari dopo i recenti record. Le Borse europee hanno così chiuso la giornata contrastate, mentre il mercato si interroga sulle prossime mosse del presidente Usa, Donald Trump, alla luce dell’interesse dichiarato per la Groenlandia e del piano per accaparrarsi le riserve di greggio venezuelano.

Sul fronta macroeconomico, nell’Eurozona in dicembre l’inflazione è rallentata al 2 per cento. Oltreoceano il giorno da cerchiare in rosso sarà venerdì con i dati sul lavoro americani, numeri chiave per capire la futura traiettoria della Fed. Negli Usa, intanto, in dicembre il settore dei servizi si è espanso al ritmo più rapido da oltre un anno, mentre secondo l’agenzia Adp le imprese private hanno creato meno posti di lavoro del previsto. Oggi, intanto, Wall Street ha chiuso in altalena: il Dow Jones perde lo 0,94% a 48.996,13 punti, il Nasdaq sale dello 0,16% a 23.584,28 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,34% a 6.922,52 punti.

Il FTSE MIB di Piazza Affari ha perso terreno allontanandosi da quota 46mila punti nonostante il rally di Italgas e Telecom Italia . Male i titoli energetici, a partire da Eni , che risentono della frenata del petrolio.

E20: Eurostat, rallenta al 2% inflazione dicembre

Nell’area euro a dicembre l’inflazione è rallentata al 2% dal 2,1% di novembre. È quanto indica Eurostat nella lettura preliminare, aggiungendo che l’inflazione core si è attestata al 2,3%. Guardando alle principali componenti dell’indice dei prezzi al consumo, l’inflazione per i servizi è stimata al 3,4% annuo (3,5% a novembre), con alimentari, alcol e tabacco al 2,6% (dal 2,4%), per i beni industriali l’inflazione è rallentata allo 0,4% (dallo 0,5%), mentre per l’energia si registra un -1,9% (da -0,5% del mese precedente).

Per quanto riguarda l’Italia, nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell’1,5% rispetto all’anno precedente, in accelerazione in confronto al dato registrato nel 2024 (+1%). Sull’andamento dell’inflazione in media annua pesa la dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+16,2% da -0,2% del 2024) e quella dei Beni alimentari non lavorati (+3,4% da +2,3%). Nel 2025 l’inflazione di fondo si ferma a +1,9% (da +2% del 2024). Lo rileva Istat, aggiungendo che nella media 2025, la variazione tendenziale dell’indice armonizzato Ipca e’ pari a +1,7% (+1,1% nel 2024).


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