Trentino Alto Adige/Suedtirol

Le Sirene Cantano, l’enoteca dei vitigni nascosti d’Italia

Un po’ di Parigi, un po’ di Lisbona e ora il cuore di Bolzano. Arianna Rebora, bolzanina, e Graham Patrick Cox, irlandese-americano cresciuto a nord di New York, hanno portato in via Conciapelli un’idea che unisce passione, viaggio e ricerca: un’enoteca che si chiama “Le Sirene Cantano”. Aperta da sei mesi, è diventata un piccolo punto di riferimento per chi cerca esperienze di gusto fuori dall’ordinario.

«Abbiamo sempre amato il vino – racconta Arianna – e il sogno nel cassetto era quello di aprire un’enoteca. Dopo otto anni a Parigi, poi Lisbona e un passaggio a Tolosa, sentivo nostalgia di casa. Così abbiamo deciso di tornare a Bolzano e realizzare questo progetto». Lei insegnava lingue, lui lavorava come traduttore, ma la curiosità per i vitigni autoctoni italiani meno conosciuti li ha spinti a fare un salto coraggioso.

Il concept è semplice e allo stesso tempo raro: proporre etichette nascoste, originali, provenienti da cantine indipendenti, spesso piccolissime e selezionate di persone senza intermediari. «L’Italia è il Paese con più vitigni autoctoni al mondo – spiega Graham –. Ci piace cambiare spesso e proporre bottiglie che non si trovano ovunque: dal Pelaverga all’Olivella nera passando per Catalanesca e Durella, vitigno antichissimo che oggi produce anche metodo classico».

Le bottiglie sono esposte come un viaggio da Nord a Sud, un percorso che accompagna i clienti lungo lo Stivale. «A Bolzano si beve soprattutto vino locale e al momento noi abbiamo solo due bottiglie del territorio – aggiunge Arianna –. Non per contrapposizione, ma per offrire un’esperienza diversa, che richiede tempo e spiegazione». Oltre alla qualità di un’esperienza. 

L’enoteca parla almeno quattro lingue, e questo la rende un crocevia internazionale. «Abbiamo clienti bolzanini, lavoratori della zona, chi passa per la funivia del Renon o il treno vista la vicinanza con la stazione e turisti degli alberghi. E poi italiani da ogni parte, come i napoletani che si emozionano quando trovano i loro vini territoriali. Per noi è bellissimo. Ora vogliamo farci conoscere di più anche dai bolzanini».JNon solo vino. “Le Sirene Cantano” propone anche panini preparati al momento, tigelle fresche fatte da Graham e prodotti rigorosamente italiani, dai succhi bio alle bevande analcoliche. «Il menù è flessibile: si adatta ai clienti. Per l’estate abbiamo creato un cocktail fresco a base di prosecco che ha avuto successo e che riproporremo». A breve, arriverà anche l’autorizzazione per due tavolini all’aperto.

Ma l’enoteca non è solo degustazione: è socialità. «A Bolzano per un adulto non è sempre facile fare nuove amicizie – osserva Rebora –. Il bancone è nato proprio per questo: uno spazio in cui si può chiacchierare liberamente, senza sentirsi obbligati. Ci sono ragazze che vengono da sole, si sentono sicure, e qui sono già nate amicizie. Poi anche la nostra storia d’amore è nata proprio al bancone». Sorride. 

Un altro tratto distintivo è la scelta di tenere aperto la domenica, «perché in città c’è poco da fare e vogliamo offrire un momento di decompressione tra una settimana e l’altra». Tutto all’insegna dell’accessibilità: «Ogni calice costa 5 euro, la bottiglia più cara che abbiamo è a 22 euro – sottolineano –. Vogliamo che il vino resti un piacere aperto a tutti, non un lusso per pochi».

“Le Sirene Cantano” è insomma un invito a scoprire l’Italia del vino attraverso vitigni minori e storie autentiche, con il calore di un luogo che unisce mondi diversi in una via raccolta di Bolzano che sta ritrovando nuova vitalità.

✍️ Alan Conti 







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