le reazioni del presidente Cirio e del sindaco di Torino Lo Russo
TORINO – In Piemonte ha vinto il NO al referendum costituzionale sulla Giustizia. La preferenza per il no espressa dai piemontesi è al 53,33% mentre il sì si ferma al 46,67%.
Ondata di no a Torino dove i cittadini hanno espresso con un 64,79% la loro preferenza per non modificare la Costituzione secondo la riforma Nordio. A riguardo si è espresso, con soddisfazione, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo:
Il risultato del referendum sulla giustizia segna una scelta netta, accompagnata da un’alta partecipazione che dimostra quanto questo voto sia stato sentito da cittadine e cittadini.
E a Torino questa scelta è stata chiara: nella nostra città molti hanno scelto di votare NO, esprimendo dubbi su una riforma che non è stata ritenuta convincente e ribadendo l’importanza di mantenere gli equilibri previsti dalla Costituzione.
Ma il dato che più mi rende orgoglioso della nostra comunità è un altro: la grande partecipazione. Tante cittadine e tanti cittadini hanno scelto di recarsi alle urne, di esprimere la propria opinione, di partecipare con consapevolezza a una decisione importante. È il segno di una città attenta e responsabile.
In queste settimane abbiamo spiegato le ragioni del NO: la necessità di una riforma della giustizia che parta dai problemi concreti – tempi dei processi, risorse, organizzazione – senza mettere in discussione l’autonomia della magistratura e gli equilibri tra i poteri dello Stato.
Il voto di torinesi e italiani va esattamente in questa direzione.
È una richiesta forte di serietà, equilibrio e rispetto dello spirito della Costituzione.
Adesso il lavoro continua, perché una giustizia più efficiente e più giusta non è uno slogan, ma un impegno concreto che riguarda tutti noi.
Non si sono fatte attendere neanche le parole del presidente della Regione Piemonte e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Alberto Cirio:
Il referendum è una delle forme più alte di democrazia perché permette ai cittadini di esprimere direttamente il proprio pensiero. Soprattutto quando la partecipazione è così alta. E il primo dovere di chi vuole fare politica seriamente è rispettare il voto degli elettori ed è quello che faremo pur nella convinzione di aver proposto agli italiani una riforma utile al Paese.
Rispettare la decisione dei cittadini significa rispettare le istituzioni perché le prime istituzioni di un Paese sono i suoi cittadini quando votano.
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