Veneto

le prime dichiarazioni di Beatrice Venezi sulla nomina e la replica degli orchestrali

Beatrice Venezi rompe per la prima volta il silenzio sulla mobilitazione dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice di Venezia contro la sua nomina a direttrice musicale stabile, prevista a partire dal prossimo mese di ottobre. La protesta, avviata lo scorso 22 settembre, nasce dalla convinzione di una parte dei professori d’orchestra e degli artisti del coro che il curriculum della direttrice d’orchestra lucchese non sia adeguato al prestigio dell’istituzione veneziana.

Intervenendo a margine di una conferenza stampa a Pisa, Venezi ha scelto un tono pacato ma ironico. “Dico soltanto che sono così raccomandata che lavoro praticamente, esclusivamente all’estero e che di questa vicenda parlerò a tempo debito. Chiuderei al momento con una battuta calcistica che faceva spesso l’allenatore di calcio Vujadin Boskov: ‘la partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia’”, ha dichiarato, segnando il suo primo commento pubblico sulla vicenda.

La conferenza si è svolta al Teatro Verdi di Pisa, dove Venezi ha presentato “Carmen” di Georges Bizet, terzo titolo della stagione lirica 2025/26 firmata dal direttore artistico Marco Tutino. L’opera andrà in scena venerdì 23 e domenica 25 gennaio ed è particolarmente significativa per la direttrice, che torna temporaneamente in Italia dopo una lunga serie di concerti al Teatro Colón di Buenos Aires. Quello pisano rappresenta anche il suo debutto al Teatro Verdi.

“Ero impegnata per lavoro dall’altra parte del mondo e non ho seguito molto le polemiche”, ha spiegato Venezi, sottolineando come gli impegni internazionali abbiano finora limitato il suo coinvolgimento diretto nel dibattito. Ha poi aggiunto una riflessione sul modo in cui la vicenda è percepita all’estero: “Avrei potuto intervenire commentando l’immagine che il Teatro La Fenice ha dato di sé a livello internazionale con questa vicenda, perché nella narrazione manca ciò che se ne dice all’estero: ci si chiede infatti come sia possibile che un teatro o una fondazione finanziata con fondi pubblici dello Stato sia di fatto gestita dai sindacati, in un contesto che appare totalmente anarchico”. Non è mancata una battuta sarcastica sulla protesta stessa: “In alternativa, avrei potuto limitarmi a commentare le spillette della protesta: personalmente le avrei fatte un po’ più stilizzate, magari anche con uno Swarovski”.

Ai giornalisti che le hanno chiesto chiarimenti sui presunti fraintendimenti con gli orchestrali della Fenice, Venezi ha risposto in modo netto: “Quali fraintendimenti? Io non ho ancora messo piede a Venezia”. Ha quindi illustrato i suoi prossimi impegni: Pisa, due settimane a Trieste con “Ascesa e caduta della città di Mahagonny”, quindi il ritorno all’estero per una “Carmen” a Montevideo e l’inaugurazione della stagione del Teatro Colón di Buenos Aires con “Cavalleria e Pagliacci”. “Per impegni e per scelte non ho parlato fino a questo momento della vicenda della Fenice e sto aspettando il momento giusto. Ci sono tanti elementi di cui parlare che ancora non sono entrati nella narrazione di questa vicenda”.

Durante l’incontro, la direttrice ha ringraziato Marco Tutino e il regista Filippo Tonon “perché mi danno la possibilità di esibirmi nella mia terra, in teatro bellissimo, con un clima funzionale alla mia lettura dell’opera di Bizet”. Il Teatro Verdi riporta in scena “Carmen” in una nuova coproduzione con i Teatri di Rovigo, Padova, Treviso e la Fondazione Rete Lirica delle Marche, a dodici anni dall’ultima rappresentazione pisana.

Illustrando la sua interpretazione dell’opera, Venezi ha spiegato: “La mia è una visione cameristica della partitura. La libertà è centrale in quest’opera perché ogni personaggio si rapporta in vario modo. Una libertà che faceva paura nel 1875, perché era una libertà personale dionisiaca e corporea. ‘Carmen’ mette in scena una musica che sceglie luce, colore, corpo anziché le nebbie. Come è possibile che un’opera agli esordi non ebbe successo? La risposta è la paura della libertà. Carmen è libera, non lotta contro il sistema ma vive delle regole proprie al di fuori del sistema. Carmen seduce per la sua visione”.

L’orchestrale Trentin risponde a Venezi: “Stampa estera dice tutt’altro”

“Per quanto riguarda il presunto danno di immagine all’estero causato dagli orchestrali della Fenice, forse sarebbe opportuno leggere con più attenzione la stampa internazionale, che finora ha riportato una valutazione del tutto diversa”, sono le dichiarazioni di Marco Trentin, violoncellista della Fenice e sindacalista Fials, in risposta alle affermazioni di Beatrice Venezi, rilasciate all’agenzia Adnkronos.

“Ricordo inoltre che i sindacati hanno il compito di rappresentare i lavoratori e di portare avanti le loro istanze: già a fine settembre, la quasi totalità delle maestranze della Fenice aveva espresso contrarietà a questa nomina – aggiunge Trentin – Infine, rispetto alle citazioni calcistiche utilizzate, sarebbe utile informarsi con maggiore precisione prima di farle. Boskov, ad esempio, non ha mai detto che ‘la partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia’; ciò che ha affermato è che ‘il rigore è quando l’arbitro fischia’. Invito quindi a verificare con cura le citazioni prima di utilizzarle”.


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