Economia

Le piccole e medie imprese non hanno i numeri per crescere


I piccoli imprenditori italiani, in 1 caso su 5 non conoscono la propria situazione di cassa corrente e in 1 su 6 non sanno nemmeno calcolare il tasso d’interesse. Quasi 1 su 3 sovrastima, invece, le commissioni pos e più di 1 su 4 ammette di non saperle quantificare. A rilevarlo un sondaggio condotto nel mese di novembre dallo specialista dei conti digitali per le Pmi Wamo in collaborazione con il ‘commercialista online’ FidoCommercialista, che ha coinvolto un campione di 103 aziende italiane. In termini di conoscenze finanziarie di base, il 33% delle imprese interpellate è al di sotto della soglia medio bassa, al punto che 1 su 4 delega in toto l’amministrazione al commercialista. Quasi un terzo degli imprenditori (32% del campione) utilizza indistintamente un solo conto corrente mentre il 9% effettua acquisti personali con il conto aziendale e il 5% fa transazioni aziendali con il conto personale. A dispetto del 48% e del 31% di rispondenti che, rispettivamente, verificano la propria cassa con frequenza quotidiana e settimanale, il 6% dichiara, invece, di averla controllata il mese precedente e il 7% ammette di non farlo mai. Quanto alla contabilità, il 52% delle aziende gestisce ancora manualmente la maggior parte dei processi servendosi di file MsExcel, rendiconti bancari, piattaforme di fatturazione ecc. Solo il 21% adotta soluzioni di ‘embedded finance’ capaci di integrare conto digitale, fatturazione e strumenti di contabilità.

È nel rapporto con le banche che Pmi e professionisti danno il meglio di sé: il 57% è in grado di affrontare correttamente le conseguenze derivanti dal pagamento in ritardo di una rata di rimborso di un finanziamento attraverso la presentazione di garanzie accessorie (18%) o grazie al supporto, nel caso, del commercialista (23%). Il rapporto personale vantato nei confronti di quest’ultimo resta, peraltro, insostituibile anche nella gestione fiscale tanto che il 20% del campione considera ancora prioritaria la consulenza in studio e il 17% preferisce affidargli la gestione totale della ‘salute finanziaria’ della propria azienda. L’assistenza tramite AI non arriva nemmeno al 3%. “I dati confermano quello che constatiamo ogni giorno parlando con imprenditori e partite iva – commenta Nicola Primieri, fondatore di FidoCommercialista – A mancare non è la voglia di fare impresa bensì una vera alfabetizzazione finanziaria di base. E senza controllo dei numeri anche le migliori idee rischiano di fallire”.


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