Lazio

le nuove mappe del Campidoglio fanno discutere

A Roma, cambiare un confine non è mai solo una questione di mappe. È un affare di memoria, di identità e di storia vissuta.

Lo sa bene chi abita a Talenti, Torpignattara o Garbatella, i quartieri più al centro della nuova mappatura del Campidoglio, che in pochi giorni ha già raccolto quasi mille segnalazioni dai cittadini.

Il lavoro, durato quattro anni, è frutto di un’équipe scientifica coordinata da Andrea Catarci, oggi a capo dell’ufficio “Giubileo delle Persone e Partecipazione”.

Il suo obiettivo? Riconoscere Roma come la vivono davvero chi la abita, senza cancellare nomi o storie, ma aggiornando confini e perimetri. «Ogni segnalazione è importante», dice Catarci, «perché racconta come i romani vivono la città ogni giorno».

E così, tra le osservazioni più calde, spuntano le richieste di ampliare Torpignattara inglobando strade oggi considerate “di passaggio” verso La Marranella o Villa De Sanctis.

Oppure a Garbatella, dove residenti e nostalgici contestano l’esclusione di vie come via Sant’Adautto o via Pomponia Grecina: «Vogliamo tornare nel regno della nostra Garbatella», commentano alcuni abitanti.

A nord-est, invece, esplode la protesta di Talenti. Manuel Bartolomeo, consigliere di Fratelli d’Italia, denuncia la possibile trasformazione di strade storiche in “La Cecchina”: «Non si può cancellare la storia di un quartiere nato negli anni Sessanta», scrive, mentre gli abitanti osservano increduli la loro mappa digitale.

La città non è fatta solo di linee su una carta: è fatta di percorsi quotidiani, di vie dove si incontrano amici, di piazze dove si cresce.

E qui sta il nodo: cambiare un confine significa alterare ricordi, appartenenze, legami. Come fai a spiegare agli amici di sempre che la tua strada non è più del quartiere di sempre, ma di un altro?

Chi vuole dare il proprio contributo ha tempo fino al 15 gennaio 2026 per inviare osservazioni tramite il portale di Roma Capitale, dove già mille romani, hanno manifestato delle richieste d’intervento.

Insomma, una cosa è certa: la battaglia per i confini di Roma è appena iniziata, e i quartieri non sembrano pronti a cedere senza combattere.

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