Marche

le mail, le accuse, le indagini e la commissione regionale per far luce sullo scandalo

ANCONA La Procura, i Nas e una commissione regionale di verifica per far luce sul Plasmagate che ha scosso la sanità marchigiana. Mentre le indagini fanno il loro corso, proviamo a ricostruire le tappe della vicenda dal prolifico carteggio interno e dalle indiscrezioni che trapelano dai corridoi dell’ospedale di Torrette.

Le tappe

Partiamo dal 16 febbraio, quando il direttore del Dirmt (Dipartimento regionale di medicina trasfusionale) Mauro Montanari scrive alla direzione medica di Torrette che «a causa del persistere di una grave carenza di personale tecnico l’evasione della richiesta di emocomponenti non urgenti subirà per tutta la settimana in corso un notevole ritardo senza alcuna garanzia che siano tutte completate in giornata». A inizio febbraio, infatti, due dipendenti sono andate in maternità e la coperta è diventata corta. Il 27 febbraio, il direttore del Dipartimento Salute della Regione Antonio Draisci scrive ai dg di Ast e ospedali, reiterando invece la richiesta di non diminuire le raccolte di sangue: «Giunge notizia che la raccolta di sangue è in riduzione, contrariamente a ciò che avevo chiesto – il succo della comunicazione – Vi chiedo di adoperarvi affinché la situazione non rivesta poi un carattere mediatico del quale non abbiamo bisogno».

La precisazione

Mail che ora Draisci prova a contestualizzare: «Ho inviato un avviso ai dg per evitare che cambiamenti di programmazione potessero ripercuotersi negativamente sui donatori, senza avvertirli per tempo».

E aggiunge: «Mai sono arrivate comunicazioni di eliminazione di sacche di plasma, ma solo l’allarme a cui è stato ovviato con aumento del personale da altre aziende». Su questo punto torneremo a breve.

Intanto, riavvolgiamo il nastro al 28 febbraio: Montanari scrive direttamente al Dipartimento Salute paventando potenziali rischi per la lavorazione del sangue a causa della carenza di personale e il 2 marzo Draisci convoca un incontro – per il 4 – per discutere delle criticità dell’Officina trasfusionale e cercare una soluzione. Risponde a stretto giro l’ufficio di Montanari facendo sapere che il direttore del Dirmt sarebbe stato in ferie dal 4 al 10 marzo e chiedendo dunque di posticipare l’incontro, calendarizzato poi per l’11 marzo. In quella data, l’assessore alla Sanità Calcinaro e Draisci incontrano Montanari per cercare di sanare la criticità.

Vengono messi a disposizione 4 tecnici dell’Ast di Ancona e 2 di Torrette nell’arco di 4 giorni. «Del personale promesso per il plasma non si è visto nessuno», lasciano trapelare dall’interno del Dirmt. Versione che non collima però con quella ufficiale, che parla di unità in più inserite regolarmente nella turnazione aggiuntiva. Il 19 marzo, Montanari torna a chiedere «una rimodulazione temporanea di 7 giorni della raccolta di sangue intero e plasma al fine di evitare una saturazione dei siti di stoccaggio». Il giorno successivo insorgono i direttori delle Medicine trasfusionali delle Ast di Pesaro, Ancona, Fermo e Ascoli: «Con spirito di collaborazione – scrivono – non possiamo che attenerci a quanto richiesto da Montanari, con tutte le conseguenze che ciò comporterà». Ma sollevano dubbi: «Non è noto il motivo per cui l’assegnazione di 4 tecnici da parte dell’Ast, proprio per fronteggiare tale difficoltà, non abbia sortito alcun risultato».

La stoccata

E ancora: «Se l’assenza di due tecnici (le maternità, ndr), evento prevedibile e non raro in ogni organizzazione sanitaria, mette letteralmente in ginocchio il funzionamento dell’Officina, è evidente che vi sia stata una sottovalutazione di tale problematica, oppure che il suo modello organizzativo sia gestito in modo del tutto inadeguato». Inoltre, «occorre essere consapevoli che la riduzione della produzione di plasma produrrà un danno economico rilevante per la Regione in termini di minor ritorno di farmaci plasmaderivati che dovranno essere acquistati sul libero mercato». Lo stesso giorno (il 20 marzo) Montanari si dimette dalla direzione del Dirmt. Ecco i tasselli per ricostruire un quadro fin qui alquanto frammentario.




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