le istanze della pm Lilliu per 4 degli imputati per traffico internazionale di droga

PESARO Il filo sottile che unisce Pesaro al Venezuela. Il motivo? La cocaina. Ieri le richieste di condanna per quattro pesaresi accusati di aver gestito un giro di stupefacenti che arrivava da oltre oceano. Il pubblico ministero ha chiesto complessivamente quasi 14 anni. Il loro punto di stoccaggio era tra le sterpaglie in un terreno a Campanara. La coca partiva dal Venezuela, veniva ingerita in ovuli e atterrava all’aeroporto di Bologna per poi scendere a Pesaro.
Lo spaccio internazionale
L’accusa è quella di spaccio internazionale di stupefacenti. Decine e decine di cessioni di droga contestate con cadenza settimanale, pagata dai 40 ai 60 euro al grammo. E con quantitativi che variavano da 10 a 100 grammi la settimana. Un contesto in cui ruotano vari personaggi oltre agli indagati: ovvero altri consumatori che nel tempo, anche dal 2021, avrebbero comprato regolarmente la cocaina fino a quantitativi per 400 euro ogni consegna. Scambi e cessioni che sarebbero avvenute anche in un terreno nella zona di Campanara, dove la cocaina veniva nascosta nelle sterpaglie. Tra gli imputati ci sono sei pesaresi di età comprese tra i 30 e i 52 anni oltre a una venezuelana (oggi irreperibile) e un dominicano. Quattro di loro hanno scelto il rito ordinario. La droga sarebbe arrivata dal Venezuela tramite degli “ovulatori” che ingerivano le sostanze e le scaricavano una volta arrivati in Italia. E poi prendevano contatti con i grossisti pesaresi. Tra i vari sequestri una partita da 700 grammi di cocaina nel luglio 2023 per circa 3.000 dosi, un altro mezzo chilo nel maggio 2023 e 100 grammi a luglio. Gli incontri sarebbero avvenuti settimanalmente con il prezzo della droga “scontato” per via della mole degli acquisti. Le misure cautelari erano scattate a giugno 2024 con alcuni degli indagati finiti in carcere. In totale ben 36 capi di imputazione, decine di cessioni contestate e vari faldoni di indagine per contestare lo smercio dal sudamerica a Pesaro. Ma anche una tentata estorsione per un debito di droga da 5000 euro e un favoreggiamento per aver negato degli acquisti da uno dei pusher. La droga veniva venduta in panetti contraddistinti con una linea verticale. Altri quattro imputati hanno scelto il rito abbreviato che è stato discusso ieri.
Le richieste di condanna
La pm Irene Lilliu ha formulato le richieste di condanna. Per un 56enne pesarese, difeso dall’avvocato Gianluca Sanchini, la richiesta è di 6 anni e 4 mesi e 20mila euro di multa. Avrebbe pagato la droga tramite trasferimenti con la Western Union fino a 12.500 euro. Per il 48enne pesarese, difeso da Matteo Mattioli, la pm ha chiesto 4 anni e 8 mesi e 20 giorni oltre a 18mila euro di multa. Avrebbe acquistato settimanalmente partite fino a 100 grammi. Per un 53enne, difeso da Danilo Del Prete, sono stati chiesti 1 anno e 10 mesi e per una donna di 45 anni chiesti 10 mesi. I legali puntano sull’attenuante della collaborazione. La sentenza il 3 luglio.




