Emilia Romagna

le immagini della manifestazione degli studenti a Bologna


Più di un migliaio di studenti e studentesse hanno preso parte a un corteo durante la mattina di oggi, venerdì 16 ottobre. La mobilitazione, che prende le mosse da quelle francesi, nasce per protestare contro i tagli alla scuola, contro la riforma Valditara sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, contro il tetto agli studenti stranieri nelle classi e contro il riarmo dei Paesi europei. A partecipare, gli studenti e le studentesse di diversi istituti superiori della città.

Da Porta San Donato il corteo si è spostato verso la zona universitaria e da qui i giovani hanno fatto ingresso nell’Ufficio scolastico regionale. Dopo il blitz la manifestazione si è spostata in zona stazione, dove ci sono stati alcuni momenti di tensione con la polizia in tenuta antisommossa.

Blocchi, cortei, tafferugli e traffico in tilt: mobilitazione degli studenti vs guerra e carovita | FOTO-VIDEO

Alcuni manifestanti hanno lanciato bottiglie, pietre, uova e fumogeni contro le forze dell’ordine. Le due parti sono venute anche brevemente a contatto, ma senza gravi conseguenze. Il corteo ha proseguito sui viali per poi virare nuovamente in zona universitaria. In piazza Verdi, infine, la manifestazione si è sciolta dopo il lancio di alcuni fuochi d’artificio.

Parallelamente in città si svolgeva un’altra manifestazione studentesca, organizzata dal collettivo Cambiare Rotta. I partecipanti, alcune centinaia, hanno sfilato per le vie del centro per poi concludere il corteo in piazza Maggiore poco dopo mezzogiorno. Nel pomeriggio attesa un’altra manifestazione chiamata da alcuni collettivi ambientalisti.

Le motivazioni dello sciopero

“Questo sciopero coinvolge varie città italiane – racconta Alex, studentessa del liceo artistico Arcangeli -. Qui è stato organizzato dai vari collettivi dei licei e si ispira alle manifestazioni in Francia di questi giorni. Protestiamo per i tagli all’educazione e, parallelamente, per i finanziamenti al riarmo, che penso sia una cosa piuttosto comune in questo periodo in molti Paesi europei. Poi in Italia – continua la studentessa – abbiamo ulteriori motivazioni: il decreto sul tetto agli stranieri, e anche la riforma del ministro Valditara. Noi dell’Arcangeli, poi, protestiamo anche per la settimana di cinque giorni, una cosa che alla dirigente del nostro istituto sembra non interessare”.

“Protestiamo per diversi motivi. Principalmente vogliamo mandare un messaggio ai nostri politici: noi non vogliamo la guerra, e siamo frustrati per i fondi che vengono investiti nel riarmo e non nella scuola – dice Enea, studente del liceo Enrico Fermi -. A Bologna ci sono tra i migliori istituti pubblici di tutta Italia e di tutto il mondo e non vogliamo disperdere questo patrimonio. Infine, vogliamo mandare un segnale in appoggio ai nostri fratelli francesi: le loro scuole sono in condizioni fatiscenti, peggiori delle nostre, ma non per questo non dobbiamo farci sentire”.


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