«Le ferite compatibili con una caduta»

FANO Le ferite sul corpo di Vasyl Khomiak sono compatibili con una rovinosa caduta da circa 30 metri di altezza. Lo avrebbero confermato gli esiti dell’autopsia effettuata ieri pomeriggio nell’ospedale Santa Croce, a Fano. L’esame è stato disposto dall’autorità giudiziaria per fare completa chiarezza sulla morte del trentaquattrenne originario dell’Ucraina, che viveva a Pesaro insieme con la madre.
La tragedia
Per valutazioni ulteriori, sarà però necessario attendere la relazione del medico legale incaricato dal sostituto procuratore Carlo Alberto Lafiandra, che sta seguendo il caso. Giovedì scorso il corpo senza vita di Khomiak è stato recuperato dai vigili del fuoco in fondo al pozzo senza acqua all’eremo di Monte Giove, profondo una trentina di metri. Il corpo del giovane presentava diverse lesioni: alla testa, in varie parti del corpo e soprattutto la ferita terribile a un piede. Tutte conseguenze, avrebbe dunque stabilito l’esame autoptico, che rientrano nel quadro della caduta. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della Compagnia fanese e, allo stato degli accertamenti svolti finora, la morte causata da una caduta accidentale sembra lo scenario più verosimile. L’alternativa sarebbe il gesto volontario. Le ricerche di Khomiak sono iniziate quando la madre del trentaquattrenne, preoccupata dal mancato ritorno a casa del figlio, aveva attivato le forze dell’ordine. Punto di partenza, proprio l’eremo a Monte Giove. Vasyl aveva infatti detto alla madre, l’ultima volta che si erano visti, di voler andare dai frati camaldolesi a Fano. Il corpo è stato trovato in zona, in fondo al pozzo non lontano dalla chiesa dell’eremo. La stessa chiesa dove, qualche giorno prima, qualcuno aveva sparso sul pavimento le reliquie ossee di San Valerio e versato a terra parecchio sangue umano.
Il profilo
Risulta che Khomiak fosse una persona inquieta, sofferente, seguita da un centro specialistico a Pesaro. La madre, i vicini di casa e i suoi connazionali, che l’altro ieri l’hanno ricordato durante una funzione religiosa ortodossa nella chiesa di Sant’Antonio Abate, in piazza Costanzi a Fano, ne parlano come di un uomo buono e premuroso, pronto a prestarsi per chiunque avesse avuto bisogno del suo aiuto.




