Le “barche villesi” sfilano sullo Stretto per dire “No al ponte”
A Villa Sangiovanni la sfilata promossa dalle “Barche villesi” per dire no al Ponte sullo Stretto di Messina
Lo Stretto è di chi il mare lo vive, lo naviga, lo ama. Soprattutto è dei barcaioli, gli stessi che questa mattina (29 agosto 2025) hanno sfilato fiancheggiando le rive di Villa San Giovanni per manifestare forte il proprio NO al Ponte. E lo hanno fatto con un un’unica voce: «Non lo vogliamo! Il Ponte non lo vogliamo!».
«È stata una giornata intensa quella promossa dalle “barche villesi”, gli amanti del mare e dello Stretto che, come ogni anno, accompagnano la traversata amatoriale e che oggi hanno scelto di prolungare il percorso per trasformarlo in un gesto collettivo di opposizione al mostro che minaccia di devastare lo Stretto», ha confermato Peppe Marra del Movimento No ponte Calabria.

Una ventina di imbarcazioni sono partite da Cannitello per arrivare a Pezzo, proprio sotto la variante ferroviaria che tutti conoscono come l’Ecomostro. Il percorso, accompagnato da cori e bandiere No Ponte che hanno colorato l’acqua e l’orizzonte, è quello del tratto di mare antistante l’area che sarà espropriata per consentire i lavori della mega opera. Presente all’evento anche l’ex sindaco di Messina, Renato Accorinti, il quale ha ribadito l’intenzione di ricorrere alla disobbedienza civile per fermare l’opera: «Semmai inizieranno, ci troveranno lì a difendere un posto sacro e bello».
LA MANIFESTAZIONE NO PONTE DELLE BARCHE VILLESI: LA TESTIMONIANZA DI UNA CITTA’ VIGILE
«La città vive un momento di ansia – ha precisato la sindaca di Villa Giusy Caminiti – C’è un momento di stasi, perché nonostante quello che si dice il Cipess non ha approvato tecnicamente il progetto del Ponte né lo farà la Corte dei Conti. Da 24 mesi chiediamo risposte vere, cominciamo gli studi scientifici. Questa manifestazione è la testimonianza di una città che è vigile».

L’invito degli attivisti è quello di rendere l’iniziativa più frequente perché quello di ieri è «Un ulteriore tassello in una lotta per la difesa dello Stretto che ci vedrà sempre in prima linea contro un progetto che non rappresenta sviluppo, ma che al contrario sottrae risorse vitali necessarie ad affrontare i reali problemi della Calabria, a cominciare da quelle del Fondo di coesione e sviluppo. Altro che investimenti portati nello Stretto: siamo di fronte a un saccheggio mascherato da progresso. – e concludono – La giornata di oggi dimostra che esiste una comunità viva e determinata a difendere il proprio territorio. Il Ponte non passerà perché contro di esso c’è la forza popolare, la ragione ambientale e la giustizia sociale. Lo Stretto di Messina non si tocca».
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