Lavorare con le castagne, Slow Food lancia prima scuola per castanicoltori – In breve
Un percorso formativo innovativo per
valorizzare il castagneto come risorsa ambientale, economica e
sociale. È questo l’obiettivo del campus esperienziale di
formazione in castanicoltura e imprenditorialità sociale
organizzato da Anci Toscana, dal Gal MontagnAppennino e da Slow
Food Italia sulla Montagna Pistoiese tra marzo e dicembre 2026.
In particolare il campus si propone di trasformare il patrimonio
naturale e culturale del territorio in una leva di sviluppo
locale, formando figure professionali specializzate nella
gestione sostenibile del castagneto, nella trasformazione del
prodotto castanicolo e nello sviluppo di servizi
turistico-ricettivi in ambiente montano, guardando anche alla
costruzione di modelli di impresa sociale radicati nella filiera
della castagna.
.La Toscana, dove è nato alcuni mesi fa il Distretto rurale
castanicolo regionale, è la seconda regione italiana per
importanza dei castagneti da frutto, dopo la Campania, con il
18% delle aziende e il 20% delle superfici nazionali.
“Oggi la castanicoltura non è solo una pratica agricola: è
una scelta strategica per il futuro dei territori montani –
ricorda il sindaco di San Marcello Piteglio, Luca Marmo -.
Investire nella gestione sostenibile del castagneto significa
proteggere l’equilibrio degli ecosistemi, difendere la
biodiversità e prevenire il dissesto idrogeologico. Ma significa
anche trasformare una tradizione in motore di sviluppo,
generando lavoro, rafforzando le comunità locali e contrastando
concretamente lo spopolamento delle aree interne”.
“Con l’avvio del campus esperienziale di formazione in
castanicoltura e imprenditorialità sociale, Slow Food inaugura
la prima Scuola della Rete Slow Food dei castanicoltori. Un
progetto che nasce per contrastare l’abbandono delle aree
montane, valorizzare i mestieri legati al bosco e costruire
nuove opportunità economiche e sociali nelle comunità locali
-sottolinea Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia
-. In un contesto segnato dalla crisi climatica e dallo
spopolamento delle terre alte, il castagno rappresenta una
risorsa strategica per la transizione ecologica e per la
rigenerazione dei territori. Rimetterlo al centro significa
riconoscere il valore produttivo, culturale e paesaggistico
della montagna, ma anche investire su nuove competenze e su
forme di imprenditorialità capaci di coniugare sostenibilità
ambientale e inclusione sociale”. Si tratta di sei moduli in
presenza a San Marcello Piteglio (Pistoia) – oppure online –
rivolti a 25 giovani, disoccupati/inoccupati, aspiranti
imprenditori, professionisti del settore agricolo, agrituristico
e dell’accoglienza rurale.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source link




