l’Autorità portuale di Ancona scongiura l’incompiuta
ANCONA Cambio al fotofinish per il progetto dell’elettrificazione delle banchine traghetti del porto di Ancona. L’Autorità portuale ha modificato lo scorso 19 febbraio gli apparati tecnici dell’importante infrastruttura, essenziale per abbattere l’inquinamento delle navi in sosta nelle banchine dalla 8 alla 16, lungo via XXIX Settembre.
Il cambiamento
La modifica, voluta dal presidente uscente Vincenzo Garofalo, interviene come un correttivo in extremis, visto che la data presunta di fine lavori era stata fissata per fine maggio, a tre mesi dal cambio di passo. L’urgenza con cui si è intervenuti sul progetto, ad un mese o poco più dalla scadenza del mandato di Garofalo stesso, è indice però dell’importanza delle modifiche. Integrazioni le definiremmo, essenziali per evitare che il vecchio elaborato – carente sotto diversi punti di vista – portasse alla realizzazione di un’infrastruttura monca, priva cioè di tutte le caratteristiche necessarie per funzionare.
I punti
La prima modifica, forse la più impattante, è l’elettrificazione tout court della banchina 16, verso Porta Pia, inizialmente non prevista. Nel caso della banchina 12, poi, sono stati aggiunte in corsa le opere civili necessarie al passaggio dei cavi della corrente elettrica, quindi scavi e tubazioni che evidentemente non erano state approntate nella prima versione del progetto. Il perno di questa vicenda, però, è rappresentato dalle cosiddette gru a bandiera, che sono l’equivalente navale delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. Questi macchinari, di fatti dei bracci telescopici dotati di cavi, sono l’interfaccia attraverso cui il traghetto si connette alla rete elettrica di terra, potendo così spegnere i motori durante la sosta. Ebbene, nel primo progetto era previsto l’acquisto di una sola gru, per la banchina 13, oltretutto con caratteristiche sbagliate e tali da richiedere l’inserimento di correttivi in questa variante dopo le lamentele degli armatori. Per le altre banchine, invece, all’ultimo si è disposta l’installazione di ulteriori 4 gru per le banchine 8,9 e 12. Senza, altrimenti, l’elettrificazione sarebbe rimasta una mera predisposizione, con il solo cablaggio sotterraneo.
L’energia
E, anche qui, resta da chiare il nodo dell’approvvigionamento di corrente: per garantire il servizio sono necessari 9 Mw ma l’Autorità portuale ha già ricevuto la disponibilità da parte del gestore? L’Ap ha detto di aver chiesto la potenza, non di averla ottenuta. C’è poi il nodo dei tempi. Queste modifiche progettuali faranno slittare a fine giugno il termine per la fine dei lavori. Che sono stati finanziati per circa 5 milioni con fondi del Pnrr, e che perciò vanno conclusi tassativamente entro la fine di agosto, pena la perdita dei fondi.




