Emilia Romagna

L’aumento dei rifiuti approda in Consiglio, le opposizioni protestano: “Rifiutata una seconda commissione”


La nona variazione di bilancio e il servizio di gestione dei rifiuti urbani sono tra i temi principali dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Modena, che torna a riunirsi lunedì 20 luglio prima della pausa estiva.

La seduta inizia alle 15 direttamente con l’appello e la trattazione di tre delibere, a partire dalla nona variazione di bilancio, illustrata dall’assessora al Bilancio Vittorio Molinari, che include anche l’aggiornamento del programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028 e del programma triennale degli acquisti forniture e servizi 2026-2028. Le altre delibere sono incentrate sul riconoscimento di debiti fuori bilancio, in esecuzione di sentenze emesse in contenziosi contro il Comune di Modena (illustrata dal sindaco Massimo Mezzetti) e sul servizio di gestione dei rifiuti urbani, con la presa d’atto del Piano economico finanziario 2026-2029 (illustrata dall’assessore al Bilancio, Tributi e Ambiente Vittorio Molinari).

A seguire è prevista la trattazione di tre interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia riguardanti: “La partecipazione del Comune di Modena al progetto la Flotilla dei bambini del mondo”; “Invasione di cimici dell’Olmo” e, infine, “Quali interventi per arginare il fenomeno delle moschee abusive”.

A riguardo in particolare sui rifiuti urbani, l’opposizione compatta attacca in una nota la decisione della maggioranza di respingere la richiesta di convocare una seconda Commissione sulla presa d’atto del Piano economico finanziario dei rifiuti.

Per Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d’Italia, “L’atteggiamento della maggioranza, che ha deciso di non convocare una seconda commissione ma di tirare dritto su quella che si preannuncia come una delle più pesanti stangate sui rifiuti nella storia di Modena, rappresenta l’inizio di un percorso destinato ad avere un impatto pesantissimo sulle tasche dei cittadini, iniziato con la tipica arroganza della sinistra, che decide di procedere senza nemmeno approfondire, forzando e portando un documento complesso in aula già lunedì. In commissione abbiamo ascoltato l’illustrazione di Atersir e, proprio per la portata di quanto esposto, ritenevamo indispensabile un ulteriore approfondimento. Si è scelto consapevolmente di non metterci nelle condizioni di esercitare fino in fondo quel dovere di verifica e controllo che i cittadini si aspettano dai loro rappresentanti. Abbiamo assistito al primo atto di un salasso che è il risultato di anni di scelte sbagliate, che hanno prodotto oltre otto milioni di euro di costi aggiuntivi, frutto di una gestione altrettanto arrogante che si è dimostrata inefficiente, improvvisata e incapace di tutelare gli interessi dei modenesi.”

 

Netto il commento di Piergiulio Giacobazzi, capogruppo di Forza Italia: “Già due anni fa dissi che sarebbe arrivata la stangata e, per prevederlo, non c’era bisogno della sfera di cristallo. Il sistema di calcolo è stato reso estremamente complesso con un obiettivo chiaro e il gestore ha ampia autonomia nell’aumentare i costi, anche perché il controllo sul sistema stesso, sia come quantità sia come qualità, non lo ha certo il Comune ma sempre Hera. I Comuni hanno armi spuntate per ribellarsi, ma qualcuno ha iniziato la ‘rivolta’, mentre Modena non sembra intenzionata a cambiare direzione. E temo sia solo l’inizio: vedrete che il 2027 e il 2028 avranno tariffe peggiori e i cittadini rimpiangeranno la vecchia tassa sui rifiuti, proprio perché la nuova tariffa è un moltiplicatore matematico e costante di costi e aumenti.”

 

Secondo Giovanni Bertoldi, capogruppo della Lega, “La maggioranza ha voluto forzare la mano su una delibera che arricchisce Hera e impoverisce cittadini e imprese. Ha respinto gli approfondimenti richiesti dall’opposizione unita e si è sottratta a un confronto serio: a Modena la politica è ostaggio dei grandi interessi economici e non tutela i modenesi. In Veneto e in Lombardia le tariffe sui rifiuti sono in media il 30% più basse che in Emilia-Romagna, a fronte di maggiore efficienza, città più pulite e una raccolta differenziata più elevata. A Modena la situazione è addirittura peggiore rispetto al resto della regione e questo ennesimo aumento di tariffe certifica il fallimento totale della politica locale sulla gestione dei rifiuti. La distanza tra questa amministrazione e i cittadini è diventata siderale e la Lega non può che stare dalla parte degli interessi dei cittadini di questa città.”

 

Infine, Andrea Mazzi, capogruppo di Modena in Ascolto, sottolinea che “nella commissione Risorse-Seta di ieri la maggioranza ha serrato le file e ha imposto la chiusura del dibattito in un’unica seduta, anziché dedicare una seconda seduta alle richieste di chiarimento, come invece già fatto in diverse altre occasioni.

Eppure ci sarebbero stati i tempi tecnici per convocare una nuova seduta di commissione la prossima settimana e quindi portare la delibera sul Piano economico tariffario, che determinerà le tariffe TCP che pagheranno famiglie ed imprese, in Consiglio comunale anche lunedì 27, in modo da avere più tempo per approfondire il tema, soprattutto a fronte del fatto che, come ci è stato riportato, siamo di fronte a un aumento dei costi del servizio del 18,1% in un solo anno, un aumento elevatissimo che ci ritroveremo spalmato nei prossimi anni e su cui i modenesi e i loro rappresentanti hanno diritto di essere pienamente informati e di avere un confronto aperto.”


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