Lazio

l’Assemblea Capitolina approva mozione anti-installazione

A Castel di Leva, il cantiere per la nuova antenna 5G è diventato il centro di una piccola tempesta.

Da settimane i residenti del quartiere romano osservano quel terreno transennato con crescente inquietudine, mentre i mezzi entrano ed escono e i tecnici lavorano alla futura installazione della radio base.

Ora, però, tutto potrebbe fermarsi: l’Assemblea Capitolina ha approvato una mozione che chiede la sospensione dei lavori, riaccendendo un dibattito che nella zona è già rovente.

La vicenda parte lo scorso ottobre, quando il Comune rilascia l’autorizzazione all’impianto. Tutto sembra procedere in silenzio, fino a quando, nei primi giorni di novembre, i cittadini iniziano a notare gli operai all’opera.

Ed è lì che scatta il campanello d’allarme: “Non ne sapevamo nulla”, “Non c’è stata adeguata pubblicità”. In poche ore le chat di quartiere si infiammano, volano domande, dubbi, timori. Un gruppo di residenti prende carta e penna: nasce una diffida ufficiale inviata al Campidoglio.

A preoccupare, più di tutto, è la vicinanza dell’impianto a due asili nido. Entrambi si trovano a pochi passi dal cantiere, una distanza ritenuta “eccessivamente ravvicinata” dai firmatari, che citano la normativa sulle aree sensibili.

In un quartiere dove molte famiglie accompagnano i figli a scuola a piedi, un’antenna a così poca distanza è percepita come una minaccia concreta, non astratta.

Foto Facebook: MoVimento 5 Stelle Roma

Il clima, nel frattempo, si fa teso. Una residente racconta un episodio di aggressione avvenuto nei pressi del cantiere, tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Una vicenda riportata anche da Fratelli d’Italia in una mozione presentata al IX Municipio, segno che la situazione è ormai sfuggita dal solo ambito tecnico per diventare un vero caso politico e sociale.

Così il Movimento 5 Stelle decide di portare il dossier direttamente in Aula Giulio Cesare. La mozione, a prima firma di Virginia Raggi, chiede una sospensione dell’iter, “per consentire valutazioni più approfondite”. A sorpresa, il testo ottiene anche il sostegno della maggioranza di centrosinistra. Un fronte trasversale, insolitamente compatto.

“È un primo passo per tutelare cittadini e ambiente – commentano Raggi e la consigliera Carla Canale –. Ora bisogna revocare l’autorizzazione e valutare alternative, come il posizionamento presso impianti già esistenti. Le famiglie sono preoccupate, soprattutto per i rischi legati alla sovraesposizione elettromagnetica in un’area frequentata da bambini”.

Tra i favorevoli anche Europa Verde. Il consigliere Nando Bonessio punta il dito contro il quadro normativo uscito dal nuovo regolamento del 2023: “Ha cancellato strumenti fondamentali, lasciando il territorio vulnerabile alle logiche del profitto. Non siamo contro l’innovazione, ma va applicato il principio di precauzione: la salute e i vincoli ambientali vengono prima”.

Ora la decisione è nelle mani del Campidoglio. Nel frattempo, a Castel di Leva, il cantiere continua a dominare il paesaggio e le discussioni. Tra transenne, scuole e cartelli, una domanda aleggia nel quartiere: l’antenna sorgerà davvero o questa volta saranno i residenti ad avere l’ultima parola?

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »