Marche

Lascia il suo Paese a caccia di un sogno. La ballerina Milana Bezdichka è arrivata un anno fa dalla Bulgaria

TAVULLIA Circa un anno fa Milana Bezdichka ha deciso di lasciare la terra d’origine, la Bulgaria, e di coltivare all’estero la passione per la danza sportiva. La sua pur giovane carriera l’aveva infatti portata a un bivio tra la scelta fra trasferirsi negli Stati Uniti oppure in Italia. Ora Milana, 23 anni, vive a Tavullia, dove ha incontrato il suo compagno Florin Cura, in italia da 20 anni e vincitore di Stelle per una notte nell’edizione 2009 di Ballando con le stelle, il longevo programma di Rai 1.

La coppia di campioni

Lei bulgara, lui romeno, entrambi danzatori sportivi e adesso portacolori della nazionale italiana nella categoria professionale, una qualifica tecnica che abbraccia diverse discipline. Tutto ciò è possibile perché per gareggiare nella rappresentativa azzurra è necessario essere atleti tesserati per un club italiano, registrato dalla Federazione di settore.

«L’inizio non è stato semplice – afferma Milana -, ma all’Italia posso soltanto dire grazie per le opportunità che mi sta offrendo. Qui sono diventata giudice nazionale e internazionale, nel secondo caso rappresento l’Italia. Sono tuttora una concorrente professionista, alleno al Centro Danza Vallefoglia di Fiorenzo Filippini e collaboro come coreografa con Adeline Ursache, allenatrice di ginnastica ritmica che vive da tempo a Pesaro».

Nella danza trovano un punto di contatto linguaggi diversi come sport e arte. Danzare richiede infatti un allenamento fisico rigoroso e, allo stesso tempo, comunica sia idee sia emozioni. «Ho iniziato la danza sportiva – racconta Milana, Milly per gli amici – quando avevo 4 anni. Una passione cresciuta nel tempo, che ora è anche la mia professione e la mia missione. Per amore della danza sportiva ho lasciato tutto: la mia famiglia, i miei amici, il mio Paese e gli studi universitari. Non ho avuto dubbi, quando si è trattato di scegliere se trasferirmi negli Usa oppure in Italia. Nel primo caso avrei avuto il vantaggio dell’inglese, che parlo benissimo. Ma danzatrici e danzatori italiani mi hanno sempre impressionato per bravura, del resto qui c’è una scuola tra le migliori al mondo. Volevo diventare come loro e ho scelto l’Italia».

Sport e arte sono mondi diversi, sì, ma non così lontani. Entrambi trovano un altro punto di contatto nella capacità di comunicare comuni valori universali, per esempio il senso dell’armonia. Permettono, dunque, di superare d’un salto le barriere linguistiche, culturali e sociali.

Un esempio di integrazione

«Penso che sia proprio così, sport e arte sono linguaggi che favoriscono la conoscenza e la comprensione reciproca», conclude Florin, 46 anni, che in Romania ha più volte vinto il titolo nazionale e vestito i colori del suo Paese d’origine. «Io e Milly – conclude – siamo stati accolti da un nuovo Paese, l’Italia, e ne siamo orgogliosi. Detto ciò, siamo molto attenti ai nostri comportamenti e cerchiamo di essere un modello positivo per gli allievi. Il primo messaggio è che bisogna mettere tutta la propria energia per fare in modo che i sogni si realizzino. Può accadere, quando meno te lo aspetti».




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