“Lascerà il Doge, ma…”. La rivelazione di JD Vance sul futuro di Elon Musk

Tanto tuonò che piovve. Dopo le indiscrezioni anticipate nelle scorse ore da Politico sull’allontanamento di Mr Tesla dal Dipartimento per l’efficienza dell’amministrazione Trump, oggi giunge la conferma da un alto in grado. JD Vance, nel corso di un’intervista a Fox News ha confermato che Elon Musk lascerà la guida del Doge, ma restrà consigliere del governo: “La sua lotta contro la burocrazia fuori controllo non è ancora finita“, ha aggiunto il vicepresidente Usa.
Per il momento, Donald Trump non intende di certo interrompere i rapporti con Elon Musk, nonostante le indiscrezioni sul possibile allontanamento del magnate sudafricano dal suo ruolo a Washington. A riferirlo sono fonti vicine alla presidenza, citate dal New York Times nelle scorse ore. Il fondatore di Tesla e X avrebbe pianificato un progressivo disimpegno nelle prossime settimane, per dedicarsi nuovamente alle sue attività imprenditoriali. Una decisione che, secondo quanto riportato da Fox News, Musk avrebbe confermato, annunciando la fine del proprio incarico una volta esauriti i 130 giorni previsti dalla normativa per le collaborazioni speciali con il governo.
Si prevede che il miliardario si dimetterà alla fine del mese prossimo, dato che il suo incarico nell’amministrazione era stato concepito solo come temporaneo. “Fondamentalmente, Elon rimarrà un amico e un consigliere sia per me che per il presidente, e ha fatto molte cose buone“, ha precisato Vance. “Elon è arrivato e noi abbiamo detto: ‘Abbiamo bisogno di te per rendere il governo più efficiente, abbiamo bisogno che tu riduca l’incredibile burocrazia che ostacola la volontà del popolo americano ma che costa anche troppi soldì“, ha continuato il vicepresidente, “abbiamo detto: ‘Ci vorranno circa sei mesì, ed è quello che Elon ha accettato“.
Nonostante ciò, la linea ufficiale dell’esecutivo resta improntata alla continuità: Vance ha ribadito che Musk manterrà un ruolo consultivo, mentre la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aveva smentito con forza le indiscrezioni, bollando come “spazzatura” e infondate le ricostruzioni pubblicate da Politico. Il momento, tuttavia, non è tra i più favorevoli per Musk. La recente sconfitta del candidato conservatore Brad Schimel nella corsa per la Corte Suprema del Wisconsin – nonostante il sostegno economico di circa 20 milioni di dollari da parte del miliardario – ha sollevato malumori all’interno dell’amministrazione e tra i membri del Congresso repubblicano. Alcuni esponenti del governo e parlamentari di ritorno nei rispettivi collegi hanno espresso crescente disagio per l’influenza esercitata da Musk, considerata eccessiva da una parte della base elettorale.
Ciononostante, l’imprenditore resta una figura centrale nell’ecosistema repubblicano. Non solo per il suo ruolo di finanziatore chiave – con quasi 300 milioni di dollari investiti nella campagna per le elezioni del 2024 – ma anche per il controllo diretto su X, divenuta una piattaforma di riferimento per la propaganda e la comunicazione del GOP. Secondo alcune fonti interne, Trump continuerebbe a considerare Musk un alleato strategico, nonostante le frizioni. La loro intesa personale e la convergenza su diversi dossier politici spingerebbero il presidente a privilegiare la collaborazione, ritenuta ancora oggi più vantaggiosa che problematica.
L’episodio del Wisconsin, infatti, ha permesso ad alcuni consiglieri di attribuire a Musk la responsabilità della sconfitta, consentendo così all’entourage presidenziale di defilarsi dal fallimento elettorale e preservare la narrativa interna.
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