L’arresto del deputato Mancuso, il gip di Caltanissetta: «Con Tricoli un patto d’affari»
«Aveva sviluppato un programma criminoso volto a strumentalizzare la propria funzione alla scopo di arricchirsi ai danni, in primis, della Regione». Il riferimento è al parlamentare regionale forzista, Michele Mancuso. È quanto emerge dallo scenario tracciato in un passaggio delle valutazioni del giudice che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare a carico, oltre che del deputato regionale, anche dell’ex sindaco di Sommatino, Lorenzo Tricoli, Ernesto e Manuela Trapanese e il marito di lei, Carlo Rizioli.
Per lo stesso gip, Mancuso «ha manifestato la propria capacità a delinquere, considerata la gravità dell’infedeltà realizzata, in violazione dei doveri costituzionali – di dignità e onore – derivanti dal ruolo ricoperto, nonché la basicità dei suoi motivi a delinquere, prettamente economici e sintomatici di una profonda avidità personale». Lo stesso Mancuso, sempre secondo il giudice per le indagini preliminari, «in considerazione del prestigio e del peso politico di cui gode, ha dimostrato di potere esercitare influenze illecite sull’intero territorio regionale». Tra Mancuso e Tricoli, secondo il gip, sarebbe esistito un accordo corruttivo ben più ampio e strutturato nel tempo «finalizzato al mercimonio della pubblica funzione». E in tal senso, secondo l’ordinanza, con l’intervento del deputato regionale e grazie ai suoi poteri, avrebbero voluto influenzare l’amministrazione comunale per l’acquisto del seicentesco palazzo Moncada. Sì perché nella fase di aggiudicazione, secondo gli ipotetici piani, a Tricoli sarebbe stato conferito un incarico di consulenza, su espressa indicazione del parlamentare, «che avrebbe poi dovuto ricevere in modalità occulta una parte del compenso corrisposto a Tricoli, quale contropartita».
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