l’area va a Todini per quasi 3 milioni di euro
Si chiude con l’aggiudicazione definitiva alla Todini Costruzioni Generali — per la cifra complessiva di 2.998.000 euro — la procedura competitiva per l’acquisizione dei 14 ettari del compendio immobiliare ex Sapam, situato tra via Cristoforo Colombo e via Laurentina.
L’area, facente capo a una società in liquidazione e già riconducibile al gruppo Acqua Marcia, è stata al centro di un duello finanziario che ha visto contrapposta l’impresa privata a Roma Capitale.
Il Comune, mosso da un provvedimento d’urgenza approvato dall’Assemblea capitolina per aderire alla base d’asta di 2.728.000 euro, è stato così superato . Un epilogo che smentisce la versione ufficiale sostenuta dall’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, il quale aveva giustificato la discesa in campo del settore pubblico con la necessità di “salvare l’area dal cemento”.
Le contraddizioni tecniche e la richiesta di trasparenza Le analisi condotte dal laboratorio LaBur evidenziano come la narrazione del salvataggio d’urgenza non trovi riscontro nei vincoli urbanistici: il terreno non possiede diritti edificatori diretti e qualsiasi ipotesi di trasformazione richiede un Accordo di Programma, sede in cui il Comune vanta un insindacabile potere di veto. Il rischio paventato dai tecnici è che l’acquisto privato possa ora tradursi in future richieste di compensazione o cubature per valorizzare i 14 ettari.
Con la conclusione dell’asta e la decadenza del vincolo di riservatezza stabilito dal Ragioniere Generale, l’amministrazione è ora chiamata a rendere pubblici i documenti di stima, l’offerta massima formulata dal delegato capitolino e le direttive d’indirizzo della Giunta.
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