L’arbitra minorenne presa a schiaffi e pugni, dirigente squalificato per 5 anni – Calcio

Un’arbitra di 17 anni è stata aggredita con schiaffi e pugni da un dirigente dell’associazione dilettantistica sportiva Gioventù Sarroch durante una partita giovanile in Sardegna. La ragazza ha riportato lesioni con una prognosi di 45 giorni. La Lega nazionale dilettanti ha disposto per l’uomo la squalifica per cinque anni, definendo l’episodio di “estrema gravità”.
L’aggressione e la sospensione della partita
L’aggressione è avvenuta durante la gara Nuova La Salle-Gioventù Sarroch. Al 4′ del secondo tempo il dirigente Guglielmo Pelegalli, inserito in distinta come assistente di parte, ha protestato animatamente per la mancata concessione di una rimessa laterale. Dopo essere stato ammonito, ha insultato la direttrice di gara, che lo ha espulso. A quel punto l’uomo ha colpito l’arbitra al volto con due schiaffi e, mentre la ragazza cercava di allontanarsi, l’ha colpita ancora con un pugno, provocandole lesioni poi certificate da referto medico. La partita è stata sospesa e alcuni tesserati della Nuova La Salle sono intervenuti per bloccare il dirigente e prestare soccorso alla giovane, che ha subito – si legge nel provvedimento del giudice sportivo – «lesioni personali attestate da referto medico di struttura sanitaria pubblica, con prognosi di 45 giorni».
La sconfitta a tavolino e la penalizzazione di 2 punti
Nel motivare il provvedimento disciplinare, la Lega ha richiamato la gravità della condotta, le lesioni riportate dalla vittima e il fatto che l’aggressione abbia coinvolto un ufficiale di gara donna e minorenne in una competizione giovanile, contesto che dovrebbe rappresentare un luogo di educazione ai valori dello sport. Oltre alla squalifca del dirigente, che gli proibirà ogni attività in ambito Figc fino al 5 marzo 2031, la società Gioventù Sarroch è stata condannata al pagamento di un’ammenda di mille, alla sconfitta 3-0 a tavolino e alla penalizzazione di 2 punti in classifica.
Il post su Instagram della Gioventù Sarroch
Nonostante il referto medico, sul suo profilo Instagram la Gioventù Sarroch mette in dubbio la ricostruzione dei fatti contenuta nel referto arbitrale: dopo aver espresso “solidarietà nei confronti dell’arbitro per le parole ingiuriose espresse dal nostro dirigente nei confronti del direttore di gara”, il club scrive: “Saranno gli organi preposti, ipotizziamo la giustizia vera non sicuramente quella sportiva, a stabilire quale sia la Reale (la maiuscola è nel testo, ndr) verità dei fatti. Al momento c’è solo la testimonianza dell’arbitro,ci saremo aspettati per una vicenda del genere di essere quanto meno resi partecipi dell’accaduto. In ogni caso Puntare il dito su un padre di famiglia che segue il proprio figlio sui campi di calcio dall’ età di 5 anni, di cui non si hanno tracce di eventi simili a quanto descritto, ci sembra al quanto discriminatorio”.
Source link




