L’AQUILA CAPITALE CULTURA: BIONDI, “16 MLN DI INVESTIMENTI”, “NON È SOMMA EVENTI, EFFETTI DURATURI” | Notizie di cronaca
L’AQUILA – L’Aquila capitale della cultura per l’intero 2026 avrà una disponibilità economica, per la parte corrente, di ben 16 milioni di euro, comprensivo del milione di euro del Ministero della Cultura.
La cifra è stata fornita dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fdi, nel punto stampa a seguito della cerimonia di inaugurazione nella Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del ministro della Cultura Alessandro Giuli“.
“Ci sono poi tante altre misure – ha aggiunto il sindaco a proposito delle risorse da mettere in campo -, diciamo ordinarie, che abbiamo messo in campo e poi c’è tutta la parte della riconquista dei luoghi della cultura”.
Biondi ha però tenuto a precisare che “il percorso di Capitale Italiana della Cultura non è una somma di eventi, è un modello, è una strategia e quando si hanno idee chiare e si sa dove si vuole andare si lasciano anche degli effetti duraturi. L’obiettivo non è tanto quello che accadrà nel 2026, che sarà straordinario, ma quanto quello che lasceremo dal 1 gennaio 2027 in poi”.
“Forse non l’abbiamo detto a sufficienza, ma oggi l’auditorium della Guardia di Finanza è stato riaperto dopo il restauro, proprio per questa occasione, e sarà un altro luogo riaperto per la città. E a breve riapriremo anche il teatro San Filippo, il Teatro Comunale Nazareno de Angelis, dove vedo i lavori di restauro proseguire incessantemente, ed entro l’anno, come abbiamo detto, restituiremo anche questo straordinario monumento alla comunità”.
“Stiamo lavorando sugli ambasciatori della cultura – ha poi aggiunto -, abbiamo una misura che riguarda il potenziamento delle imprese culturali e creative. Grande protagonismo avranno poi le aree interne, per troppo tempo escluse dal dibattito delle politiche di coesione. Si pensava che il destino dei territori fosse inevitabilmente diretto verso i grandi hub metropolitani. Noi cerchiamo anche qui di cambiare il paradigma, di invertire, di collaborare nella stesura di una nuova politica di coesione. La Commissione europea ha presentato l’Agenda per le città, in cui quelle medie hanno un ruolo essenziale. In questo si iscrive anche il percorso che stiamo facendo insieme alla città di Rieti. C’è la necessità di ripensare i livelli di governo del territorio, perché senza città medie forti non si hanno aree interne con potenzialità e con opportunità”.




