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l’anticiclone africano porta il primo caldo

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Un febbraio dalle due facce quello che appena concluso, caratterizzato da un’anomala alternanza tra precipitazioni record e temperature quasi estive. Il mese entrerà negli annali climatologici come uno dei più piovosi dell’ultimo quarto di secolo, nonostante il finale dominato da un potente anticiclone africano.

L’analisi degli esperti di ilmeteo.it racconta di un inverno 2025-2026 decisamente fuori norma. Dopo un dicembre nella media, il nuovo anno ha portato con sé sette settimane consecutive di piogge intense, dal primo gennaio fino alla terza decade di febbraio. Poi, in modo repentino, l’arrivo anticipato di condizioni primaverili ha completamente stravolto lo scenario meteorologico.

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Le previsioni per i prossimi giorni indicano però qualche cambiamento all’orizzonte. Una perturbazione in movimento oltre la catena alpina riuscirà parzialmente a intaccare il robusto campo di alta pressione che protegge la penisola. Tra domenica e lunedì è atteso un modesto peggioramento che interesserà principalmente le regioni nord-occidentali.

Le precipitazioni, secondo gli esperti, si concentreranno soprattutto in Valle d’Aosta e nelle zone settentrionali e occidentali del Piemonte. Qualche piovasco potrà estendersi anche a Lombardia e Liguria, ma in forma localizzata e di breve durata.

Il resto d’Italia continuerà invece a godere di condizioni meteorologiche stabili. In particolare, le regioni meridionali e le zone appenniniche beneficeranno di cieli tersi e ottima visibilità. Situazione più complessa nelle pianure settentrionali e nelle valli del Centro, dove persisteranno condizioni favorevoli alla formazione di nebbie e nubi basse.

Questo pattern meteorologico conferma l’anomalia di un inverno che ha alternato fasi estremamente piovose a periodi caratterizzati da temperature superiori alle medie stagionali. Un andamento che solleva interrogativi sulle possibili conseguenze dei cambiamenti climatici in atto nel bacino del Mediterraneo.

La presenza dell’anticiclone africano in questa fase finale di febbraio rappresenta un’ulteriore conferma della crescente influenza delle masse d’aria subtropicali sul clima italiano, un fenomeno che negli ultimi anni sta diventando sempre più frequente anche durante la stagione invernale.


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