L’Amministrazione comunale svolti su Acque Chiare e riparta dal Pug

BRINDISI — La rigenerazione della costa Nord di Brindisi rappresenta la sfida centrale per il futuro della città: una sfida che richiede di coniugare la tutela del patrimonio naturale e della falesia con una pianificazione urbanistica strategica, moderna e concreta. È quanto riferito tramite una nota dall’avvocato Luca Leoci, componente del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Brindisi. Al centro di questo disegno si colloca il definitivo sblocco di Acque Chiare, perno economico e strutturale del nuovo modello di sviluppo turistico-ricettivo.
“Le radici del ritardo urbanistico – afferma Leoci – partono dalla scellerata decisione di cacciare il prof. Goggi, all’epoca incaricato dall’Amministrazione Mennitti per la redazione del Pug”.
“Per comprendere appieno la necessità di un cambio di rotta occorre ricordare da dove si parte – prosegue l’esponente di FdI -. Un grave ritardo ha paralizzato la pianificazione del territorio a partire dal 2011, anno in cui fu adottato il Documento programmatico preliminare (Dpp) come ultimo atto dell’Amministrazione Mennitti. Quello strumento era il frutto del meticoloso, puntuale e rivoluzionario lavoro svolto dal gruppo di professionisti guidato dal prof. arch. Giorgio Goggi”.
Insomma, per Leoci, se oggi la città non dispone ancora di questo indispensabile strumento di pianificazione e programmazione, lo si deve soprattutto alla sconsiderata decisione politica dell’amministrazione successiva di interrompere il rapporto con Goggi.
“All’epoca – prosegue la nota -, l’indirizzo politico cercò di imporre una colata di cemento sulla Costa Nord con oltre 1.500.000 m³ di strutture turistico-ricettive, distribuite indiscriminatamente e senza alcuna considerazione per la reale fruibilità del mare, compromessa dal dissesto della falesia”.
“Il fermo rifiuto dell’architetto Goggi, sostenuto dall’allora opposizione consiliare, di avallare una visione insostenibile portò alla sua ingiustificata estromissione. Una scelta arbitraria che non solo ha privato Brindisi del Pug in questi anni, ma ha anche innescato un lungo contenzioso giudiziario ancora oggi in corso, con rilevanti rischi di soccombenza economica e amministrativa per l’Ente comunale. Senza quella decisione miope, oggi Brindisi avrebbe già un Pug operativo”.
“L’Amminiatrazione comunale deve svoltare chiaramente e con tempi certi su Acque Chiare – insiste Leoci -. Eppure qualcosa si era mosso con il Comitato di vigilanza riunito dopo 17 anni. In questo contesto di ricostruzione e rilancio, un passaggio decisivo è stato compiuto a marzo 2024 quando, dopo 17 lunghi anni di stallo: si è riusciti a riunire il Comitato di vigilanza tra Comune di Brindisi e Regione Puglia per l’attuazione dell’accordo di programma relativo ad Acque Chiare”.
“In quella sede – riferisce ancora Leoci -, è stata acclarata la ferma volontà politica e amministrativa di aggiornare l’Accordo di Programma, scongiurandone la decadenza. Questa azione ha assicurato: straordinari vantaggi procedurali e di tempo, evitando di dover azzerare l’iter burocratico e ripartire da capo; la salvaguardia della vocazione turistico-ricettiva e residenziale, impedendo che il comparto perdesse la sua destinazione e ritornasse a semplice suolo agricolo, sventando la definitiva perdita di un’opportunità strategica”.
“Il perno del nuovo modello ricettivo sulla costa Nord deve partire dal superamento delle storiche criticità di Acque Chiare consentendo di trasformare una ferita del passato nell’innesco di una crescita virtuosa attraversoriqualificazione e ricettività d’eccellenza, conversione e valorizzazione dell’esistente secondo elevati standard alberghieri ed extra-alberghieri”.
“Risolvere la vicenda Acque Chiare diventa fondamentale per attrarre investimenti, creando un effetto traino per l’imprenditoria privata di qualità lungo il litorale adiacente. L’Amministrazione comunale deve osare in questa fase nella pianificazione delle infrastrutture pubbliche, garanzia della massa critica necessaria a sostenere servizi a rete, viabilità sostenibile, illuminazione e mobilità dolce. L’integrazione dell’atto d’indirizzo Pug con il Piano della costa e la messa in sicurezza della falesia sono elementi concatenati”.
“La gestione di Acque Chiare deve trovare coerenza in un quadro di interventi e strumenti integrati – sostiene la nota di FdI -. Il nuovo atto d’indirizzo del Pug segna la discontinuità con le speculazioni del passato, delineando la costa Nord come un corridoio strategico ad alta valenza ecologica e turistica. Piano comunale costiero (Pcc) e Piano della Costa devono regolamentare l’uso del demanio marittimo per garantire l’equilibrio tra spiagge libere e concessioni, promuovendo strutture ecosostenibili e reversibili e assicurando la piena fruibilità pubblica del litorale”.
“La messa in sicurezza della falesia garantisce la tutela idrogeologica ed è la precondizione per qualsiasi sviluppo. Gli interventi di consolidamento della falesia della Costa Nord — eseguiti con tecniche di ingegneria naturalistica — bloccano l’erosione costiera, salvaguardano la pubblica incolumità e rendono fruibili percorsi panoramici e calette in totale sicurezza”.
“Archiviata la stagione di una pianificazione basata sulle cementificazioni sconsiderate e superate le paralisi del passato, Brindisi deve guardare velocemente avanti con l’aggiornamento dell’accordo di programma su Acque Chiare e il nuovo corso della pianificazione urbanistica – conclude la nota -. La costa Nord si deve avviare a diventare un distretto turistico moderno, sicuro, sostenibile e accessibile a tutti”.
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